12 GIU 2002

Rai: Bruno Vespa in Vigilanza, «Io ho sempre garantito tutti»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 19 min

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Bruno Vespa rivendica a sè il pluralismo e l'imparzialità.

Sono stati invece Biagi e Santoro ad aver violato le regole .

Napoli, 12 giugno 2002 - Nessun attacco frontale, nessun dito puntato per colui che qualcuno ha definito "l'uomo più potente della tv", Bruno Vespa, per il quale l'audizione in Vigilanza è un'esperienza insolita: egli stesso ha sottolineato come in 40 anni di servizio alla Tv pubblica non avesse mai dovuto rendere conto al Parlamento del proprio operato.

In realtà, la sua audizione non ha vissuto alcun momento di tensione e la reazione alle affermazioni del giornalista
Rai hanno avuto solo qualche timido e contenuto tentativo di ironica provocazione.

Mario Landolfi infatti riassume così il "dibattito" avvenuto in sede di Commissione: "Questa audizione ha fatto un piccolo miracolo - afferma l'ex presidente della Vigilanza Rai - Pensavo di assistere ad una corrida e invece pur di difendere Santoro la sinistra ha finito per difendere anche Vespa".

Porta a Porta ha sempre garantito tutti Quanto alle polemiche che lo hanno investito nelle scorse settimane, Bruno Vespa ha addebbitato le responsabilità al comportamento di Biagi e Santoro dai quali, "per la prima volta, lo scorso anno - ha ricordato-  sono state violate delle regole di pluralismo", chiamando a sostegno le delibere dell'Autorità Garante.

"Quando c'è la violazione delle regole, poi tutti sono a disagio" - ha affermato Vespa augurandosi quindi che in futuro la Rai sia in grado di "trovare un posto per tutti", ma "che faccia rispettare le regole".

Vespa, dunque, ha subito voluto sottolineare le differenze tra la sua trasmissione e quella di Santoro: a 'Porta a Porta - ha rilevato - " c'è dibattito, ma non scorre il sangue", mentre "Samarcanda, si poneva come trasmissione contro il sistema".

Quanto a Biagi, il conduttore di 'Porta a Porta' si è limitato ad evidenziare: "Se io a tre giorni dalle elezioni, avessi ospitato qualcuno del Bagaglino che avesse espresso altrettanto chiaramente la sua simpatia per il centrodestra, sarebbe successo il finimondo'.

"Porta a Porta - ha proseguito il conduttore - ha scelto una strada diversa, ha scelto la strada del dibattito e ha sempre bene o male garantito tutti".

"Sono un aziendalista al 100%" Vespa si è dichiarato dichiara un "super-aziendalista" e per questo, Berlusconi in quanto editore Mediaset è un avversario da battere: "Chill' ha da murì, perchè è un concorrente" ha esclamato.

Vespa ha rivendicato il comportamento di "persona equilibrata" e di operare "in maniera trasparente" ed a sostegno di questa sua rivendicazione ha portato ad esempio il tanto criticato monologo che il Presidente del Consiglio ha fatto recentemente durante una puntata della sua trasmissione: "Berlusconi - ha sottolineato - da noi ha fatto un solo intervento lungo e noi l'abbiamo addirittura tagliato, senza avvisarlo, questo per dirvi con quanto scrupolo abbiamo fatto in modo che ci fosse uguaglianza delle parti".

I numeri di Porta a Porta Vespa a sostengo della propria tesi ha quindi snocciolato i numeri della propria trasmissione: tra questi le 18 prime serate dell'ultima stagione con il 23,15% di share e la media del 23,5% per le seconde serate del lunedì, quando si parlava di politica.

"Il fatto è - ha spiegato - che da sette anni tutti i presidenti del Consiglio e tutti i leader politici hanno partecipato alla trasmissione perchè Porta e Porta ha sempre garantito tutti, perchè da noi c'è dibattito".

Pluralismo, imparzialità e correttezza: questi, in sintesi per Vespa, i segreti del successo.

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