28 APR 2001

Fini a Ravenna: Contro la droga "prevenzione, recupero e repressione"

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Ravenna, 28 aprile 2001 - Gianfranco Fini interviene in un comizio elettorale a Ravenna e parla del programma di governo della Casa delle libertà.

Il presidente di Alleanza nazionale incentra il suo intervento soprattutto sui temi della sicurezza, con particolare attenzione alla droga, l'immigrazione ed alle politiche di sostegno all famiglia. Fini sottolinea che la sicurezza è strettamente legata alla questione della tossicodipendenza: "Dietro a tanti reati - spiega - c'è quel flagello dei tempi moderni che è la droga".

A tal proposito illustra le tre direttrici sulle quali agirà l'azione
del governo di centrodestra: prevenzione, recupero e repressione.

La prima è appunto la "prevenzione", da attuare principalmente nelle scuole.

"Nelle scuole bisognerà ricordare ai nostri figli che drogarsi non è un diritto, non è un atto di libertà, è un attentato alla propria salute, un attentato alla coesione della società".La seconda direttrice è il recupero potenziando "le comunità di recupero, laiche o cattoliche che siano".

Infine, la repressione: "Ci impegneremo - conclude sul punto - per un efficace azione di repressione nei confronti dello spaccio, perché chi spaccia la droga dà la morte ai nostri figli, e noi abbiamo il dovere morale di difendere la coesione della società". Altro argomento che coinvolge la politica della sicurezza è il tema dell'immigrazione e annuncia che nei primi cento giorni di governo di centrodestra verrà modificata la legge Turco-Napolitano: "Faremo in modo che in Italia possano entrare soltanto coloro che sono in regola, mentre nei confronti di chi entra clandestinamente o di chi, una volta entrato, delinque, dovrà esserci lo stesso atteggiamento che c'è in tutti gli altri stati europei, vale a dire l'immediata espulsione".

Tutto ciò, soprattutto per "evitare che vi siano forme d'intolleranza" e il segretario di Alleanza Nazionale accusa la sinistra di una politica irresponsabile: "Io accuso quindi la sinistra di aver determinato in alcune aree, soprattutto delle grandi città, delle forme preoccupanti di intolleranza.

Lo straniero ha il diritto di essere accolto.

Noi abbiamo il dovere di accoglierlo, ma sempre, comunque, all'insegna della legalità". Sempre in tema di sicurezza, Fini critica la sinistra e la sua "compiacenza e tolleranza, nei confronti dei cosiddetti centri sociali, nei confronti dell'area dell'autonomia, nei confronti di quei gruppi para-eversivi "che poi magari prendono in considerazione anche l'idea di dar vita a qualcosa di più di una bella manifestazione con scontro con la Polizia".

Il leader di An ricorda gli anni Settanta: "Cominciò così anche all'epoca: in piazza contro la Polizia e poi qualche anno dopo in attività di carattere terroristico" e promette: "In piazza - dice - non ci si va col volto mascherato e con la volontà di determinare scontri". Altro annuncio dei provvedimenti dei "primi cento giorni" di governo è la volontà di procedere all "sospensione" e poi alla successiava "cancellazione" della riforma scolastica messa in piedi da i ministri dell'istruzione Berlinguer e De Mauro "fatta contro le famiglie, contro gli insegnanti, contro gli studenti". Proprio la politica sulla famiglia chiude l'intervento di Fini, con l'assicurazione essa sarà "al centro dell'attenzione delle istituzioni".

Punto nodale sarà la riforma fiscale con l'introduzione del "quoziente di reddito famigliare" al fine di "agevolare le famiglie monoreddito, intese come cellule primarie della società".

Il leader di AN però ci tiene a precisare che per "famiglia", intende "unicamente come la intende il diritto naturale", vale a dire "l'unione tra un uomo e una donne", perché - conclude - "altro genere di associazioni non appartiene all'istituto familiare". .

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  • Gianfranco Fini (AN), presidente di Alleanza Nazionale e candidato vice-premier della Casa Della Libertà

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