29 APR 2001

Satyagraha: Bonino e Coscioni «Ciampi sbaglia obiettivo: chieda alla tv pubblica e privata di smetterla di violare leggi»

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Milano, 29 aprile 2001, ore 11:30 - A trentacinque ore dall'inizio del Satyagraha radicale, Emma Bonino, in sciopero della sete e della fame, e Luca Coscioni, che si è auto-ridotto la somministrazione dei farmaci che lo tengono in vita, incontrano la stampa. Emma Bonino torna sulla trasmissione di Celentano con questo giudizio: "Una bomba micidiale, senza possibilità di reazione che, a quindici giorni dalle elezioni, la Rai ha scaricato su di una forza politica che da tempo porta avanti questi temi dei nuovi diritti civili".

 "Dopo mesi di espulsione di questi temi dalla tv di stato -
osserva Emma Bonino - l'Italia è stata convocata, e con denaro pubblico, per sorbirsi senza contraddittorio posizioni a-scientifiche e per molti aspetti non aderente ai testi di legge a cui si riferiscono".

La leader radicale evidenzia come si sia trattato di una azione "organizzata, e in quanto tale dolosa" e ne individua la ragione nel fatto che stava per esplodere lo "scandalo del non-dibattito su temi così importanti e attinenti alla vita, alla salute, alla morte, alla qualità della vita di ognuno: credo che Luca Coscioni cominciasse, nei pochi spazi che riuscivamo ad ottenere, ad essere sconvolgente.

Sconvolgente per le cose che dice, per il coraggio che ha, in un paese dove i politici cucinano i risotti e lasciano la politica agli uomini di sppettacolo". Preseguendo nel ragionamento, Emma Bonino risponde all'invito "a recedere dall'iniziativa" ricevuto da Ciampi, riconfermando la propria reazione di "incredulità": "Mi sarei aspettata che il Presidente Ciampi cogliesse l'occasione per rivolgere un appello alto e solenne alla tv pubblica e privata di smetterla di violare leggi, Costituzione e buon senso.

Sicché, temo che nella sua missiva Ciampi abbia sbagliato obiettivo".

Sull'argomento, inoltre, la leader radicale, non manca di osservare l'assenza di qualsiasi reazione politica: con l'eccezione del ministro Veronesi, la reazione di centrodestra e centrosinistra - ha sottolineato - è stata quella di un "silenzio assordante, comprensibile soltanto se ci mettiamo nell'ottica di schieramenti politici che di questi come di altri temi non vogliono discutere". Luca Coscioni, nel suo intervento, rinnova l'invito alle forze politiche ad accettare quella discussione "su temi fondamentali per la vita dei cittadini italiani", che "a pochi giorni dal voto, non si è nemmeno aperta".

Il presidente del Comitato dei Radicali denuncia nuovamente il fatto che "i Radicali vengono espulsi", perché in tal modo "dal dibattito politico sono espulsi i temi che riguardano la vita, la morte, le scelte di coscienza". Coscioni poi risponde a D'Alema: "L'onorevole D'Alema ci chiede di sospendere la nostra lotta ritenendo che i nostri argomenti, proprio perché interrogano la coscienza individuale, sono questioni che non si possono ridurre a terreno di scontro in una campagna di per sé tesa e difficile.

All'onorevole D'Alema io rispondo che la politica, nel bene e nel male, è tutto questo: è vita o morte, civiltà o violenza.

Alla violenza di questa cinica esclusione dei diritti fondamentali di cittadini, rispondo io con il mio corpo, che gli oscurantisti, gli integralisti politici, clericali e verdi, vorrebbero costringere in un gigante di pietra. In conclusione, rispondendo a una sollecitazione dei giornalisti, Emma Bonino si è espressa sulle domande che rivolgerebbe ai leader delle due coalizioni maggiori se potesse ottenere un confronto.

A Berlusconi chiede contro della campagna astensionista sui referendum liberisti: "A un anno dalla campagna per l'astensione sui referendum, un anno fatto perdere al paese, per quanto riguarda la flessibilità, le libertà economiche, la soluzione del problema del rapporto coi giudici, una anno nel quale lei ha salvato il proporzionale dei quarantaquattro partiti, invitando la gente a non andare a votare i referendum che lei definì "comunisti", lei ha niente da dire, non a me, ma ai cittadini che la ascoltano? Lei ripresenta nel suo programma esattamente le cose che ha fatto fallire un anno fa.

Ha cambiato idea solo sull'assetto partitico.

Visto che Vespa non glielo chiede, glielo chiedo io, perché lei ha fatto perdere un anno di tempo?"  La domanda rivolta a Rutelli è ancora più esplicita: "Fermo restando le conversioni religiose che possono sempre capitare, gli chiedo se abbia ancora un vago senso di che cosa è la differenza tra il peccato e il reato, se ancora creda che non c'è crimine se non c'è vittima, se ancora abbia un vago senso della differenza tra il Vaticano e Palazzo Chigi". .

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