01 MAG 2001

Primo maggio: Amato a Firenze "Abbiamo creato le premesse per lo sviluppo anche nel Sud"

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Firenze, 1 maggio 2001 - Nel giorno della Festa dei lavoratori il presidente del consiglio Giuliano Amato si richiama al valore fondante della Repubblica, il lavoro, principio la cui difesa ebbe un preciso significato ai tempi della Costituente.

"Ho il privilegio di essere il presidente del Consiglio di una repubblica che i nostri padri costituenti vollero fondata sul lavoro.

Lo considero un segno della lungimiranza dei padri fondatori.

Ancora quando la nostra costituzione fu scritta, il primo maggio era per molti il tentativo di festa degli esclusi.

Il tentativo di riconoscere i diritti di chi
non aveva diritti".

Richiamandosi all'insegnamento di Costantino Mortati, padre costituente e insigne costituzionalista, Amato sostiene che sono almeno tre i significati di quella formula.

"Il primo è che la tua dignità è nel lavoro.

Il secondo è che, se non hai lavoro, viene messa in discussione la tua dignità.

Il terzo è che nessuna posizione sociale si giustifica se non è fondata sul lavoro". Sull'attualità, il presidente del consiglio ha commentato i dati sull'occupazione che diffusi dal governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio.

"Nel 2000 il tasso di crescita dell'occupazione è stato il doppio di quello che avevamo negli anni del boom economico, e che le premesse ci sono tutte perché questo sviluppo continui e questa occupazione riesca a raggiungere anche le regioni dove essa non c'è". Poi un richiamo alla questione meridionale.

Amato esprime un doppio augurio.

"Mi aspetto la ripresa forte dello sviluppo superiore alla media nazionale nel Mezzogiorno.

Inoltre, come siamo riusciti a portare il tasso nazionale di disoccupazione al di sotto del dieci per cento, vorrei che al sud scendesse al più presto al di sotto del venti".

Sempre in tema di occupazione, il premier ricorda il dato "incoraggiante" della crescita relativamente più elevata dell'occupazione femminile rispetto a quella maschile. Infine, il tema della sicurezza sul lavoro: "È una nuova società quella che abbiamo davanti.

Una società che tutti chiamiamo del rischio, ma nella quale (anche Luigi Einaudi lo diceva) reti per consentire che il rischio sia tollerabile debbono esserci.

E la prima è proprio la rete che dovrebbe proteggere qualunque lavoratore che lavori a due o tre metri d'altezza dall'insicurezza fisica.

Questo davvero non ha molto a che vedere con la globalizzazione o con le nuove tecnologie.

Questo ha che vedere con ciò che un tempo giustamente si chiamava, e merita ancora di essere chiamato, lo sfruttamento del lavoro.

In una repubblica fondata sul lavoro, che avendo trovato il lavoro, si possa perdere la vita, è qualcosa che va oltre ciò che possiamo accettare.

Su questo l'impegno di tutti deve essere fermo". .

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  • Giuliano Amato , presidente del Consiglio dei Ministri

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