02 MAG 2001

Rinnovi contrattuali: Amato «Le parti sociali devono attenersi all'accordo del '93»

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Roma, 2 maggio 2001 - Al termine dell'incontro tra governo e parti sociali a Palazzo Chigi, il presidente del consiglio Giuliano Amato ribadisce la centralità dell'accordo del 23 luglio 1993 nella gestione del rinnovo dei contratti di lavoro.

Nella sessione informativa che, precisa Amato "non intendeva interferire con l'autonomia delle parti, ma voleva verificare che questa autonomia fosse produttiva di risultati", il presidente del consiglio ha infatti richiamato la "necessità" che tutte le parti "si attengano" all'accordo, perché questo prevede una politica contrattuale che "tenga conto
della pressione inflazionistica".

Su ciò, sindacati e associazioni datoriali "convengono", assicura comunque Amato, che poi manifesta la sua soddisfazione sullo stato dei negoziati: "abbiamo costatato che numerosi contratti sono stati fatti e che alcuni dei contratti tuttora pendenti anche importanti hanno prospettive prossime di essere chiusi".

Qualche preoccupazione, invece, per quanto riguarda il settore artigiano dove i problemi di assetto contrattuale sono legati alla regionalizzazione. Amato ricorda quindi contenuti e finalità dell'accordo del luglio 1993, di cui lui stesso è strato tra i principali promotori.

In particolare, l'inserimento del controllo dell'inflazione nel contesto del commercio con l'estero e della situazione valutaria internazionale.

"Bisogna vedere se, in corrispondenza dell'inflazione vi sia o meno una migliore o peggiore ragione di scambio dei prodotti italiani.

E questo dipende da più fattori: dal rapporto tra l'Euro e le altre valute, dal rapporto tra prezzi all'esportazione e andamento dei prezzi delle materie prime".

Il presidente del consiglio interviene così nella polemica tra sindacati e associazioni datoriali sull'opportunità di basare la contrattazione sull'inflazione programmata o quella reale.

Secondo Amato, "non esiste una cifra fissa". Alla conferenza stampa è intervenuto anche il ministro del Lavoro Cesare Salvi che, relativamente al calo dell'inflazione, ricorda: "le tariffe dell'acqua sono congelate per un anno e che l'altro ieri l'autorità garante per l'energia ha ridotto del 4,3 per cento le tariffe della luce e del 2,9 quelle dell'acqua, con una minore spesa annuale di circa 180 mila lire per famiglia". .

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  • Giuliano Amato, presidente del consiglio

    <strong>Indice degli interventi<strong>
    0:00 Durata: 10 min 27 sec
  • Cesare Salvi, ministro del Lavoro

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  • La dialettica tra le parti sociali in rapporto all'accordo del 1993

    Giuliano Amato risponde alle domande dei giornalisti - Argomenti
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  • I ritocchi sull'inflazione programmata

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  • I parametri contenuti nell'accordo del 23 luglio 1993

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  • Motivi di soddisfazione e preoccupazioni espressi dal presidente del consiglio

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  • Cesare Salvi chiude la conferenza stampa con le sue considerazioni conclusive

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