07 MAG 2001

Bonino o Dell'Utri a Milano? L'Ulivo comincia ad interrogarsi e a rispondere

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 6 min 33 sec

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Roma, 7 maggio 2001 - Con alcune inserzioni a pagamento, i radicali avevano posto una domanda ad entrambi gli schieramenti: al centrosinistra chiedevano "Bonino o Dell'Utri?" ed al centrodestra "Bellillo o Coscioni?" Alla prima delle due domande ha cominciato a rispondere l'apertura del capogruppo dei Ds alla Camera Fabio Mussi in una intervista ad un quotidiano.

Di seguito alcuni esponenti del centrosinistra ai microfoni di Radio Radicale sono stati sollecitati ad esprimersi sul collegio senatoriale di Milano 1, dove, oltre a Emma Bonino, si presentano Marcello Dell'Utri per la Casa delle
libertà e l'ex "forzista" Onofrio Amoruso Battista per l'Ulivo. Dunque, le parole di Mussi, che in un intervista a "La Stampa" ha giudicato "interessante" la proposta di concentrare i voti del centrosinistra su Emma Bonino e contro Marcello Dell'Utri, suscitano interesse.

Il ministro per le Politiche Agricole Alfonso Pecoraro Scanio sostiene che la presenza di Emma Bonino in Senato sia "interesse del paese", e pensa alla possibilità di aprire "anche in extremis" un confronto tra l'Ulivo e i Radicali.

L'obiettivo sarebbe quello di raggiungere un accordo che il ministro definisce di "serietà democratica" e che per esempio potrebbe valere nel collegio di Milano 1 o in quello dove il centrodestra candida Cesare Previti, e comunque negli altri collegi dove, secondo Pecoraro Scanio, le scelte del centrodestra sono state "particolarmente impresentabili".

La proposta è quindi quella di partire "subito" su Dell'Utri e Previti per concordare quindi "un appello comune agli elettori". D'accordo con Mussi anche il deputato indipendente dell'Ulivo Federico Orlando, il capogruppo dello Sdi alla Camera Giovanni Crema e il Ds Marco Pezzoni.

Questa la dichiarazione di Federico Orlando: "Penso che il collegio dove la borghesia milanese elesse Giovanni Spadolini non possa eleggere Marcello Dell'Utri, ma una persona dello stesso livello di Spadolini, e mi pare che l'unica sia Emma Bonino".

Dello stesso tono quella di Giovanni Crema: "Non possiamo neanche pensare che nel collegio di un democratico come Spadolini venga eletto il signor Dell'Utri.

Sarebbe gravissimo per la cultura riformista e riformatrice della città di Milano.

Considero Emma Bonino una persona di grande livello culturale, con senso dello Stato e delle istituzioni.

È un personaggio che deve entrare in Parlamento". Marco Pezzoni pensa invece al rischio che personalità assai importanti e di livello nazionale come Emma Bonino non entrino in Parlamento, soprattutto a causa di una possibile dispersione di voti.

"Il caso di Milano e di Ema Bonino dovrebbe farci tutti riflettere - spiega Pezzoni - i candidati dovrebbero ragionare secondo quelle che erano una volta le esigenze delle primarie o del doppio turno.

Devono cioè valutare se sia giusto insistere sulla propria candidatura o, invece, in alcuni collegi fare un patto elettorale.

Per esempio centrosinistra e Radicali possono accordarsi perché nel collegio Milano 1 i voti si concentrino su Emma Bonino, per permetterle di entrare in Parlamento". .

leggi tutto

riduci

  • Federico Orlando, deputato indipendente

    <strong>Indice degli interventi<strong>
    0:00 Durata: 1 min 31 sec
  • Marco Pezzoni, deputato Ds

    0:02 Durata: 2 min 6 sec
  • Alfonso Pecoraro Scanio, ministro per le Politiche Agricole e Forestali

    0:04 Durata: 1 min 50 sec
  • Giovanni Crema, capogruppo Sdi alla Camera

    0:06 Durata: 1 min 6 sec