08 MAG 2001

Bertinotti a Firenze: Lotteremo contro la riforma delle pensioni e contro la flessibilità

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Firenze, 8 maggio 2001 - "Il primo tema di cui si discuterà all'apertura del Parlamento sarà quello delle pensioni".

Ne è convinto Fausto Bertinotti, che ne denuncia la cancellazione dalla campagna elettorale, e sostiene anche che sarà introdotto nell'agenda politica solo a urne chiuse.

Dopo il voto del 13 maggio, secondo il segretario di Rifondazione Comunista, "si parlerà di quello che viene definito l'eccesso di spesa pensionistica.

Verrà usato persino l'argomento del contrasto inesistente tra giovani e anziani.

Si tenterà di ridurre il rendimento delle pensioni e di prolungare l'età
lavorativa, sostenendo il paradosso secondo il quale aumentandola si farà un favore ai giovani, quando è del tutto evidente che questi troveranno le porte sbarrate dalla continuità del lavoro dei più anziani".Bertinotti rilancia invece le pensioni d'anzianità e la differenziazione dei trattamenti previdenziali in base all'età lavorativa e non a quella anagrafica.

"L'età vera - osserva - non dipende soltanto dall'anagrafe, ma dall'esperienza lavorativa fatta.

Una donna che ha allevato dei figli faticosamente in una periferia di una città, lavorando per otto ore al giorno in una fabbrica tessile, arrivata a cinquantacinque anni ha un'età diversa da un uomo che ha vissuto in una condizione agiata in un altro territorio, facendo un altro lavoro".;Nel mirino di Bertinotti, c'è anche un altro tema al centro delle riforme economiche, la flessibilità del mercato del lavoro.

Il segretario di Rifondazione la definisce "la nuova schiavitù", contro la quale propone una "nuova rigidità", una "nuova armatura": il diritto dei lavoratori ad essere tutelati dalla legge".

In concreto la proposta è quella di un salario minimo garantito "intercategoriale e interprofessionale", per consentire ad ogni lavoratore, "quale che sia la sua condizione", di poter "aggrapparsi a una legge".Su questo e su altri temi, come la sanità (Bertinotti è contro le privatizzazioni e per la salute come "bene collettivo, e valore di fondo della società"), il leader comunista rilancia il "voto utile" dato a Rifondazione.

L'unico "in grado di suonare una campana di allarme per tutto il centrosinistra".

Respinge quindi gli appelli dell'Ulivo all'unità contro il centrodestra.

"Se ne sarebbero dovuti ricordare quando, invece di fare la legge sul conflitto d'interessi, hanno rincorso Berlusconi nell'accordo sulla Bicamerale.

O, forse, bisognava ricordarsi della pericolosità del barbaro Bossi, quando veniva descritto come una costola della sinistra, e della pericolosità di questa minaccia reazionaria, quando dopo Fiuggi si è data troppo frettolosamente una patente di democrazia a quell'Alleanza Nazionale a cui non si è mai chiesto di fare un bilancio vero sul fascismo di ieri e sui neofascismi di oggi".

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  • Fausto Bertinotti (Misto-RC-PRO), segretario nazionale PRC

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