11 MAG 2001

Andreotti a Torino: Bossi non garantirà stabilità al governo Berlusconi

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 32 min 52 sec

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Torino, 11 maggio 2001 - Giulio Andreotti non crede nella stabilità di un eventuale governo Berlusconi.

Dati i precedenti attacchi di Umberto Bossi nei confronti dei suoi attuali alleati, la Lega potrebbe defilarsi come già nel 1994.

"Quando uno ha avuto una malattia grave - dice il senatore a vita nel corso di un suo comizio nel capoluogo piemontese - le ricadute sono sempre possibili".

"Durante la campagna elettorale - continua - alcuni toni sono stati attutiti.

Bossi che aveva parlato tanto male del Mezzogiorno, qualche settimana era sorridente e benedicente per le vie di Napoli, vicino ad
Alessandra Mussolini.

Però, ciò non può darci motivo per superare una forte preoccupazione".

Insomma, Andreotti non crede che Bossi voglia "destinare il suo movimento ad essere assorbito dalle sabbie mobili", e si aspetta "una certa ripresa di guizzi da un momento all'altro". Il senatore a vita non risparmi le sue critiche nemmeno ad altri protagonisti della vita politica.

In primo luogo al leader della Casa delle libertà Silvio Berlusconi, al quale affibbia l'appellativo di presidente "pompiere".

Nel senso, che lo considera colui che ha spento l'incendio che assediava la vita politica italiana ai tempi di Mani Pulite.

"Nel 1994 si stava precipitando in un autentico caos e l'idea di Berlusconi di dar vita ad un movimento che frenasse questa discesa è stata positiva.

Però - osserva quindi Andreotti - ognuno ha un suo ruolo.

Noi siamo gratissimi per esempio quando, in caso d'incendio, vengono i vigili del fuoco e lo spengono ma non è che poi affidiamo ai vigili del fuoco il compito di ricostruire ciò che è stato distrutto". Al leader del centrodestra Andreotti rimprovera anche il fatto di aver posto ormai in secondo piano qualsiasi ipotesi di riforma elettorale in senso proporzionale.

Come ha già fatto notare in diverse occasioni, gli piaceva la proposta dei polisti Tremonti Urbani, che guardava esplicitamente al modello tedesco.

Ma dopo le elezioni regionali dell'anno scorso il leader del Polo è sembrato cambiare idea, E, secondo Andreotti, lo ha fatto a favore di un calcolo "puramente aritmetico". Sempre in tema di legge elettorale, Andreotti denuncia la "illogicità" dei Radicali.

"Emma Bonino - dice - si lamenta perché questi due potentati schiacciano gli altri ma, se avesse avuto successo il referendum col quale si cercava di cancellare del tutto la proporzionale, molto probabilmente avrebbero meno spazio ancora di quello piuttosto piccolo di quello che i partiti minori oggi hanno". Del centrosinistra, che considera caratterizzato da una "confusione intrinseca", non gli piace soprattutto la "concezione della modernità".

In particolare è fortemente contrario ai matrimoni gay, che giudica una "aberrazione che va contro la Costituzione della Repubblica, la quale dice che la famiglia è al centro della società, e parla di famiglia nata dal matrimonio. .

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