17 GIU 2001

Consiglio Federale dei Verdi (II)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 4 ore 20 min
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Roma 17 Giugno 2001 - Nella seconda giornata dei lavori è proseguito lo scontro all'interno del consiglio federale dei verdi, tra la dirigenza attuale e la dissidenza di Scalia, Ronchi e Manconi con reciproci scambi di accuse.

Il Consiglio federale si è concluso con l'approvazione di un mozione che però non ha visto la partecipazione al voto della 'minoranza" interna.

La decisione adottata segue la linea proposta dall'attuale dirigenza e traccia un percorso che prevede il congresso a dicembre, con la permanenza in carica dell'esecutivo dimissionario e la nomina di un comitato che vigili
sulle procedure da seguire fino alla convocazione dell'assemblea congressuale.

Come detto, però, la decisione non ha ricomposto le fratture interne al movimento: Edo Ronchi, dopo l'intervento di ieri contro l'attuale vertice del partito, non si è presentato alla riunione.

La sua mozione che prevedeva un comitato di garanti composto da tre firmatari e da tre consiglieri regionali, è rimasta agli atti, e molti consiglieri regionali se ne sono andati per protesta e quindi non hanno votato la mozione.

Alle votazioni assenti anche Manconi, Scalia e Mattioli che contestano la linea Francescato-Pecoraro.

Dal punto di vista politico, nonostante l'invito epistolare di Rutelli che ha chiesto ai verdi di ricompattarsi sotto 'le fronde dell'Ulivo', la mozione conclusiva ha respinto l'ipotesi dell'Ulivo "a due gambe", per rivendicare, al contrario, l'autonomia del soggetto politico verde.

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