11 LUG 2001
intervista

G8: Intervista a Salvi, Daremo battaglia sulla Tobin tax

INTERVISTA | - 00:00 Durata: 7 min 54 sec

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Roma, 11 luglio 2001, h14:10 - Che cosa succederà al Senato nel dibattito riguardante il vertice del G8? Alla Camera, centrosinistra e centrodestra hanno assunto un atteggiamento di "astensioni concordate" sulle rispettive mozioni.

Al Senato, pare di capire, c'è invece una situazione più "conflittuale".

Claudio Landi, per Radio Radicale, ha chiesto il parere di Cesare Salvi, esponente di primo piano dei Ds e vicepresidente del Senato, che rilancia la Tobin tax come "punto qualificante" sul tema della globalizzazione.

Onorevole Salvi, il centrosinistra al Senato si comporterà diversamente dal
centrosinistra alla Camera?Non so se si comporterà diversamente perché anche alla Camera il centrosinistra ha tenuto fermo un punto, quello della Tobin tax che alla Camera con voto separato è stata respinta.

Noi siamo dell'idea che la Tobin tax sia un punto qualificante rispetto ai temi di cui si discute, la globalizzazione e così via.

Perché in generici discorsi di aiutare dei poveri è facile trovare l'accordo.

E' quando si va poi sugli strumenti, sui meccanismi concreti, è evidente che bisogna essere decisi.

Ieri, il Ministro degli Esteri ha respinto in modo molto chiaro (bisogna dargli atto di aver argomentato), mentre alla Camera non l'aveva fatto.

Però la sua risposta non ci è parsa affatto convincente.

Se così stanno le cose, il centrosinistra non si asterrà in modo concordato come ha fatto alla Camera.

È molto probabile che accada quello che lei dice.

Come mai il centrosinistra ha questa differente percezione dell'importanza della Tobin tax o del G8 tra Camera e Senato? Penso che il bicameralismo ha anche la funzione di tener conto del dibattito che si è svolto in Parlamento e nel Paese.

Io però vorrei soffermarmi sul merito della questione, perché altrimenti sembra tutto un gioco politico.

Allora questa che viene chiamata Tobin tax dal nome di chi l'ha proposta per primo, è una proposta che chiede che si prevedano meccanismi di tassazione per il capitale speculativo a breve.

Nella consapevolezza che questo non può essere fatto da un giorno all'altro e da un solo paese, ma anche che è necessario avere un'iniziativa perché questo obiettivo sia raggiunto.

Perché è molto importante questo obiettivo, in primo luogo perché la volatilità del capitale speculativo ha comportato e rischia di comportare ancora effetti profondamente destabilizzanti sull'economia dei cosiddetti paesi emergenti.

L'abbiamo visto in questi anni, il Brasile, l'Indonesia sono stati messi in ginocchio con un arretramento di decenni, delle condizioni di vita, dei sacrifici fatti da quelle popolazioni per speculazioni finanziarie a breve.

Allora la Tobin tax ha l'obbiettivo di indirizzare gli investimenti che invece sono indispensabili, investimenti che siano a medio termine, che siano cioè produttivi di risultati.Lei sa che esistono problemi di applicazione della Tobin tax non secondari? Non c'è dubbio, ma anche su questo ci sono state delle proposte, ad esempio il professor Tobin ha detto che si potrebbe stabilire che accettare questo tipo di tassa sia una delle condizioni preliminari per l'adesione al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale.

Soros è in parte sostenitore di un ipotesi del genere...

Sì perché non è un tema ideologico, ideologico è il rifiuto ad accettarlo.

Lei ha citato Soros ma io posso citare il premier svedese Persson e posso citare il governo belga che ha detto che porrà la questione della Tobin tax all'esame del semestre europeo.

Allora il governo italiano che farà quando verrà portata in sede europea? Dirà che è contrario ad introdurre questo meccanismo? E' una questione irrilevante questa.

C'è Genova, c'è il G8, ma poi c'è un seguito a tutto questo.

A mio avviso è una posizione ideologica questa del governo, poi ispirata all'ideologia neoliberista, non è una posizione seria e pragmatica.

Oltretutto le dimensioni dei capitali finanziari che si spostano sono tali che anche una tassa minima come quella di cui si parla libererebbe ingenti risorse che potrebbero essere destinate ad aiuti ed investimenti in questi paesi deboli.

C'è un largo fronte di consenso sul fatto che se non si interviene per regolare queste speculazioni del capitale finanziario, per essere chiari non è che si parla degli investimenti in generale, si parla di quegli investimenti per cui nel giro di 24 ore prima si immettono e poi si tolgono cifre rilevantissime in tempo reale da un economia all'altra, ed una limitata tassazione di questi movimenti speculativi avrebbe il doppio effetto, quello principale di scoraggiarli ed avrebbe il risultato di utilizzare rilevanti risorse ai fini di cui si parla.

Questo è un punto importante di differenza tra la posizione del centrodestra e quello del centrosinistra.

Ma se è così rilevante i Ds ne faranno una bandiera in attesa del G8 (e poi dopo il G8), oppure no?Anche l'atteggiamento di Camera e Senato pone qualche problema.

Io penso che debba essere un punto fermo per oggi e per il futuro di una moderna sinistra di ispirazione socialista.

Personalmente penso anche al documento che alcuni di noi hanno elaborato come contributo al Congresso e che sia stata assunta come posizione congressuale.

Ma ripeto: è un tema oggi molto al centro dell'attenzione internazionale.

Io ricordo il presidente del Brasile che non è certamente un eversore di sinistra quando partecipò ad un convegno a Firenze organizzato dal governo italiano.

C'erano anche Clinton ed altri.

Il presidente pose la questione e disse: "Ma noi in Brasile abbiamo per due volte con grande fatica risanato i conti, cominciato a creare strutture pubbliche e per due volte, per ragioni del tutto estranee all'andamento della nostra economia una ventata speculativa ci ha messi in ginocchio", e ha detto espressamente "ci vuole un meccanismo di questo tipo".

Lei ha fatto riferimento al convegno di Firenze dove era presente il presidente del Consiglio Massimo D'Alema, non è un caso che ha fatto quel riferimento? E' a conferma del fatto che fu utile quel confronto.

Ieri è stata una giornata infuocata di polemiche sul calendario dei lavori.

I provvedimenti dei 100 giorni, i provvedimenti della Tremonti bis ed i provvedimenti del governo Berlusconi in materia di economia devono precedere o meno il documento di programmazione economica e finanziaria.

Perché il centrosinistra pone problemi? E' un po' bizzarro che il governo e Tremonti dicano che non si sanno esattamente i conti quali saranno ma si sapranno il 16 luglio quando ci sarà il Dpef .

Il parlamento dovrebbe votare proposte di legge del governo senza sapere quali sono le condizioni dei conti pubblici, è curioso questo fatto.

Però, lo aveva già fatto il governo Amato nel '92 dicono dal centrodestra...

Se ha sbagliato Amato nel '92 non è un buon motivo per ripetere l'errore nel 2001, perché altrimenti i precedenti di cose sbagliate si possono trovare in abbondanza. .

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