11 MAG 2001

Bertinotti: «I mezzi d'informazione hanno ridotto la democrazia ad una falsificazione»

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Napoli, 11 maggio 2001 h 19.50 - Fausto Bertinotti ha tenuto davanti agli elettori partenopei il discorso di chiusura della campagna elettorale.

Questo "Mezzogiorno abbandonato, violentato dai grandi poteri economici e da una classe dirigente inetta", è "il luogo dove si vorrebbe che arrivassero le lavorazioni che altri respingono", ma, ha affermato il leader di Rifondazione Comunista, "noi vogliamo che riparta da qui il lavoro e il nuovo sviluppo".

Si tratta di un mezzogiorno assediato dalla "stretta delle mafie, che sono bracci armati di un potere che vuole impedire a queste popolazioni il
riscatto", è lo stesso sud del "Cristo si è fermato ad Eboli che lì è rimasto, dove nulla viene valorizzato né il suo mare né i suoi centri storici".

La promessa del ponte sullo Stretto è un "nuovo specchietto per le allodole, ancora una volta una cattedrale insultante inventata, per coprire le loro nefandezze".

Secondo Bertinotti però "il vento comincia a cambiare", perché si rivedono "i giovani che sono la nostra speranza, sono loro la rifondazione" di fronte alla "restaurazione capitalistica degli ultimi 20 anni", nel corso della quale sono state "annullate le conquiste del passato come la scala mobile", ed è stata neutralizzata "la politica come arma", e si è visto i "sindacati slittare via, e i lavoratori versare in una condizione spesso di solitudine, amarezza, sconforto".

Una "Nuova stagione possibile" si apre per la sinistra, sull'esempio del Chiapas, e dei luoghi "dove oggi si crepa di fame, gli indios riacquistano e riprendono il cammino che fu di Zapata e si rialzano in piedi".

La nuova stagione parte anche dall'esempio di Seattle, da lì "un nuovo popolo sta nascendo", sotto la guida del "sindacato militante americano", è una "manciata di sabbia che cresce da lì", come da "Napoli, dove 30 mila giovani che hanno alzato la testa", hanno manifestato contro la globalizzazione.

"Non creda nessuno - ha aggiunto Bertinotti - di fermare questo movimento, […] Genova e oltre" rappresentano la "forza di una critica e di una speranza".

Coloro che guidano il nuovo capitalismo, "Sembrano invincibili", e nel "futuro che disegnano sanno mettere le mani con la scienza dovunque; dall'informazione al tuo gene, ogni cosa può essere manipolata", ma contro di loro "ritorna la coscienza di classe".

Bertinotti ha ricordato che il suo partito è "stato escluso in queste ultime ore dai mezzi d'informazione", i quali hanno "ridotto questa democrazia italiana ad una falsificazione", nella quale Rifondazione Comunista "è cancellata".

Il "teatrino della politica consente solo la presenza di Berlusconi-Rutelli o Rutelli-Berlusconi", mentre "le ragioni delle lotte non entrano in Tv".

Si tratta di una "scandalosa manipolazione della democrazia", che consente a "loro di parlare a milioni di persone e a noi no […], ci sentiamo derubati di democrazia come tutto il popolo italiano".

Relativamente alle pensioni Bertinotti ha osservato che "tutti dicono che non si può mantenere il sistema previdenziale", ma "la pensione è una conquista di civiltà", e se "si campa di più e l'attesa di vita si prolunga, il borghese si infastidisce che noi viviamo troppo a lungo, perché ingombriamo la storia".

I "privatizzatori", intendono inoltre "trasformare anche la salute in una merce", e "tutto deve diventare un'azienda, conta solo il bilancio economico, sul modello Usa, dove ci sono 45 milioni di persone senza assistenza sanitaria", e "se non hai i soldi puoi essere rispedito indietro, ma la sanità deve valere per i ricchi e per i poveri".

Per Fausto Bertinotti "il lavoro rimane il punto cruciale della storia del paese".

È la prima volta che "una generazione arretra rispetto alle posizioni precedenti, i nostri figli stanno peggio di noi", e "accettano un lavoro che i loro genitori avrebbero potuto rifiutare".

Oggi "entri con il contratto a termine, o con un contratto ad interim […], poi ti licenziano e ti tolgono i diritti acquisti fino al lavoro nero, e non gli basta mai".

Contro questa tendenza il leader di Rifondazione ha proposto un "Salario minimo intercategoriale e interprofessionale, per tutti i lavoratori", che rappresenta "una garanzia".

Lo stato di "salute sociale" è indagabile, secondo Bertinotti, per mezzo del "termometro" rappresentato dal "salario".

Viviamo da anni una "distribuzione del reddito classista", in cui "i profitti sono alle stelle e i salari e pensioni alle stalle", e "ogni giorno perdiamo potere d'acquisto".

Un tempo "c'era la scala mobile", mentre oggi "c'è una scala mobile rovesciata, che è la concertazione collegata alla bugia dell'inflazione programmata", mentre "i prezzi reali vanno ben oltre quelli previsti".

Per "battere le destre", che si presentano "minacciose e pericolose", vale comunque l' "accordo di desistenza", sebbene "Il governo di centrosinistra ha deluso le aspettative per cui aveva vinto contro la destra", un "centrosinistra che è un po' meno della destra su tutto".

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