18 MAG 2001

Ruini: «l'atteggiamento della chiesa di fronte alle prove elettorali è di attenzione e non di schieramento»

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Roma, 18 maggio 2001 - Il Presidente della Conferenza episcopale italiana Cardinal Camillo Ruini, nel corso di un incontro con i giornalisti, ha illustrato le posizioni dei vescovi dopo la loro ultima riunione.

Relativamente alla ripartizione delle somme dell'8 per mille, Ruini ha precisato che l'assegnazione totale è "stata 1476 miliardi, con un forte aumento rispetto all'anno scorso, in cui erano stati 1244", aumento dovuto "in parte al classico aumento annuale del gettito Irpef, e in parte all'aumento delle percentuali di coloro che hanno scelto per la Chiesa Cattolica e che ha raggiunto
nel 1998 l'83,3%, segnando un punto e mezzo in più rispetto al 1997".

Ruini ha poi ricordato la tradizionale "richiesta, che non è soltanto per il finanziamento alle scuole cattoliche, ma è molto più ampia, ed è in favore di tutte le scuole libere".

Secondo Ruini è necessario "passare da un sistema incentrato dal ruolo dello stato a un sistema incentrato sul ruolo della società civile", e se rimane "indispensabile e irrinunciabile il ruolo dello stato", esso va circoscritto "nei limiti della sussidiarietà".

Sul ballottaggio a Roma Il presidente della Cei ha richiamato ciò che disse "dopo le elezioni di marzo", e cioè che "l'atteggiamento della chiesa di fronte alle prove elettorali è di attenzione e non di schieramento e di rivalutazione dei valori agli elettori, con l'invito a evitare diaspore culturali".

In merito al ruolo delle Conferenze episcopali Ruini ha affermato che esso "tende sempre ad aumentare, ed occorre essere vigilanti" perché se questo "aumento avviene in maniera incontrollata squilibra la fisionomia ecclesiale".

"Sulla 194 la polemica è stata unicamente indotta dei mezzi di comunicazione", d'altra parte, ha precisato Ruini "Noi non avevamo fatto alcuna particolare richiesta, nel senso di un atto di chiedere qualcosa".

Soltanto "dietro vostra domanda il segretario della Cei ha semplicemente ribadito quella che è da sempre la posizione della Chiesa, che è contraria all'aborto, che è per la tutela della vita fin dal suo inizio".

Quindi "L'opinione pubblica ha avuto l'impressione che sia accaduto un fatto che invece non era accaduto", mentre "le nostre posizioni sono quelle di sempre".

Ruini ha ricordato che la Chiesa " è sempre stata a favore della libertà religiosa, e siamo ben favorevoli a accordi dello stato con varie confessioni".

C'è però un problema di "compatibilità tra talune confessioni e la legislazione dello stato".

In merito alla laicità dello stato, per Ruini "C'è un malinteso" dato che essa può "avere due significati".

Il primo "sul quale concordiamo, è cioè che lo stato non è confessionale", l'altro significato è che lo stato, non essendo confessionale, è indifferente se non ostile al fatto religioso e questo è grave". .

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