01 GIU 2001

D'Alema alla direzione Ds: «L'alternativa a Berlusconi deve essere legata al socialismo europeo»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 22 min 2 sec

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Roma, 1 giugno 2001 h 13.30 - Massimo D'Alema, nel corso del suo intervento alla direzione dei Ds, pone "il problema della guida dell'Ulivo.

È "lì che si concentra la sfida egemonica.

Per me - afferma - la testa dell'alternativa a Berlusconi non può che essere legata al socialismo europeo''.

Questo ''non perchè debba uscire dal nostro partito - precisa, - perché nessuno mette in discussione la leadership di Rutelli.

Ma il problema del nostro congresso non siamo noi, è l'Ulivo, è l'ancoraggio dell'Ulivo - insiste D'Alema - al socialismo europeo''.

In merito alla discussione sui
"personalismi" all' interno dei Ds, Massimo D'Alema invita i dirigenti del partito "a non forzare i termini" di questa discussione.

"stiamo attenti - sottolinea - perché quando si fa una campagna per sostenere che il segretario del vostro partito ha complottato per far cadere il governo Prodi, si fa il male del vostro stesso partito.

Io in quell'occasione ho risposto con la scelta dei fatti".

A Pietro Folena e al suo invito di fare "tutti un passo indietro", D'Alema risponde: "vedi, Pietro: io mi auguro che il partito voglia cogliere il meglio da ciascuno di noi".

Circa la vittoria del centrodestra Il presidente dei Ds osserva che "Berlusconi ha lasciato sul terreno molti voti, e molti elettori leghisti non hanno votato per i candidati della Cdl nel maggioritario e che molti elettori moderati non hanno votato per i candidati della Lega.

Tuttavia, la personalità politica di Berlusconi e' stata sufficiente a conquistare una larga maggioranza parlamentare e il governo.

La forza di coesione attorno a Forza Italia e al suo leader non fanno pensare che si vada ad una rapida disgregazione di quella maggioranza''.

Innanzitutto, spiega D'Alema, Berlusconi ha portato in Europa la Cdl.

E' stata una grande operazione strategica, avvenuta anche per e incertezze, i limiti e gli errori del centrosinistra.

Oggi -sottolinea D'Alema- Berlusconi non è più il leader di una formazione anomala, ma è il leader di uno dei maggiori partiti che compongono il Ppe''.

In secondo luogo, continua, ''Berlusconi ha preparato il suo ritorno al governo ritessendo un rapporto con la borghesia italiana, i poteri forti del Paese, l'alta burocrazia, una parte del mondo dell'industria e della finanza, che gli furono ostili nel 1994''.

Dunque, insiste D'Alema, ''abbiamo di fronte una realta' politica nuova, che va sfidata con intelligenza, lungimiranza e forte coraggio innovativo.

Non e' una vittoria frutto di errori tattici o dell'ultimo momento: la destra ha vinto nel vuoto di nostri limiti, perche' ha colto due bisogni di fondo della societa' a cui, invece, l'Ulivo ha dato risposte limitate e insufficienti" .

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  • Massimo D'Alema (DS-U), presidente dei Democratici di Sinistra

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