11 GIU 2001

Approfondimento: I commenti sul secondo governo Berlusconi

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A poche ore dal giuramento del secondo governo Berlusconi, sono già numerosi i commenti in merito alla formazione di governo e alle prospettive per il futuro da parte del mondo politico e dell'imprenditoria.

Dal mondo economico: Al nuovo governo guidato da Silvio Berlusconi arrivano anzitutto gli auguri del presidente della Confindustria Antonio D'Amato .

"È un Governo - afferma il leader degli imprenditori - formato da uomini e donne di grande prestigio e qualità, e le prime impressioni sono buone".

D'Amato sottolinea inoltre il "grande riconoscimento nei confronti di Milano", espresso
proprio dalla composizione stessa del nuovo esecutivo.

Fra i primi appuntamenti che il Governo è chiamato a rispettare, il leader degli industriali ricorda che ''c'è l'agenda dei 100 giorni, il Dpef e la Finanziaria", questi significativi impegni per D'Amato devono essere affrontati con la "consapevolezza che il quadro di finanza pubblica e congiuntura internazionale non è positivo come qualche mese fa si credeva, e questo quindi richiede più rigore, più determinazione e incisività''.

Secondo D'Amato "per fare le riforme ci vuole un Governo con una forte spinta riformatrice e dall'altra parte un'opposizione che abbia un solido ruolo da giocare nella legittima dialettica delle dinamiche politiche e che sappia sostenere un processo di riforma e sappia spingere quando le riforme non si fanno''.

Un Governo quindi pronto a ''scelte vere perché inseguire i falsi consensi, non scegliendo, non aiuta.

Sono convinto - aggiunge D'Amato - e mi auguro che questo Governo sappia fare le scelte necessarie perché il Paese possa avere tutte le prospettive di sviluppo e di crescita''.

Fondamentale per D'Amato, è affrontare con rigore e pragmatismo, "senza demonizzazioni o grandi conflitti ideologici la riforma delle pensioni, nell'interesse di tutto il Paese, dei lavoratori, delle imprese e delle forze politiche".

A Milano in occasione dell'assemblea annuale di Assolombarda, oltre al presidente di Confindustria erano presenti numerosi altri imprenditori che hanno espresso la loro opinione sul nuovo esecutivo.

Il presidente di Telecom Italia Roberto Colaninno , non si sbilancia, e invita ad aspettare per "vedere all'opera" la compagine dei ministri.

Alfonso Desiata , dell'Ania, si aspetta "un programma concreto per sistemare le pensioni, l'assistenza alle malattie e risolvere soprattutto il problema delle Rc Auto".

Per Carlo De Benedetti , presidente della Cir "certamente il campionato italiano, cioè quello politico, l'ha vinto Berlusconi.

Adesso comincia la Coppa europea che è il vero torneo in cui bisogna piazzarsi".

Le sfide - prosegue De Benedetti - "sono quelle note a tutti: le riforme strutturali che il Paese deve affrontare, cioè rimanere agganciato all'Europa e favorirne l'allargamento.

Non sono solo sfide nazionali".

Ad attendersi "che il cammino della modernizzazione possa riprendere" è Il presidente della Pirelli, Marco Tronchetti Provera , mentre il presidente della Sea, Giorgio Fossa vede ''molto bene Letizia Moratti e Lunardi: due tecnici molto bravi e importanti".

Fossa per ora non rileva "punti negativi" mentre vede "ministri che hanno dimostrato in passato grandi capacità, a partire da Tremonti''.

Vittorio Mincato , amministratore delegato dell'Eni, giudica il governo "una squadra bene assortita con grosse personalità all'interno''.

"Il Cavaliere non molla mai", è il commento del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri , ricordando quando 7 anni fa Berlusconi lasciò Palazzo Chigi dopo aver guidato per pochi mesi il Governo.

A proposito del Berlusconi 2, Confalonieri aggiunge: "Ha messo in piedi una bella squadra di Governo e vedrete che farà bene".Dal mondo politico:Marco Pannella disegna Tremonti come "il possibile uomo forte del regime berlusconiano che consapevolmente, da un anno, sta costruendo la propria forza politica all'interno della corte del sovrano.

È stato l'autore della operazione Lega, è stato l'autore della liquidazione degli accenti liberisti martiniani, con la valorizzazione di Marzano, che sicuramente è un liberale come lo e' Geronimo-Cirino Pomicino".

Ha affermato Pannella a Radio Radicale.

"D'altra parte - ha aggiunto - il fatto che Mario Baldassarri sia entrato attraverso An e non attraverso Forza Italia, dovrebbe far riflettere".

Per Pannella "Tremonti è quello che ha tenuto, in campagna elettorale, a dire che lui è per la libertà' di assunzione, non come i radicali che volevano la libertà' di licenziamento.

Arrivato alla politica con il Patto Segni, è di fatto un moderno, attrezzatissimo neocorporativo".

Piero Fassino si dice invece "già deluso".

Secondo l'ex ministro di giustizia "dopo aver demonizzato il vecchio in nome del nuovo, questo esecutivo nasce secondo i metodi più vecchi del mondo, sulla base di una esasperata lottizzazione".

Per il numero due dell'opposizione, il nuovo governo riproduce le "logiche esasperate della spartizione", poi c'è la scarsa presenza femminile: "solo due donne sue 25 ministri complessivi.

E' una presenza simbolica e bisogna andare indietro di molti anni per trovare un governo cosi' maschilista".

Ma "il boccone più' amaro" è Bossi al ministero per le Riforme: "la decisione di affidargli quel dicastero e' sconcertante - afferma Fassino - su un tema cosi' delicato e cosi' importante ci voleva una persona che potesse essere ascoltata da tutta la nazione, certo non chi ha delle posizioni estreme".

Dario Franceschini, sottosegretario alle Riforme del governo Amato alla domanda su cosa pensi del suo successore, Bossi, afferma: "meglio fare due chiacchiere, magari parliamo di calcio...".

Pierluigi Bersani ironizza e si complimenta per la "fantasia'', al nuovo governo "manca solo il ministero della Felicita', poi ci sono tutti".

''Questo è un governo troppo nordico, c'è il rischio che si rivolga alle aree più' forti del paese a discapito del Sud''.

E' il commento del leader di Democrazia europea, Sergio D'Antoni , il quale inoltre preferisce non "entrare nel merito dei nomi dei ministri", che sono tutti "rispettabili", ma ritiene che il governo "per la sua composizione, ha una caratteristica particolare: si rivolge troppo ai ceti forti".

Sulla devolution, D'Antoni è convinto che "bisogna uscire dalla propaganda ed andare al confronto reale", e che "diventa necessaria un'intesa sul federalismo fiscal".

Armando Cossutta definisce la nomina di Mirko Tremaglia a ministro degli Italiani all'estero "una vergogna per la Repubblica".

Il presidente del Pdci condanna la presenza nell'esecutivo "di un militante della Repubblichina di Salo', fascista fra i fascisti, uno che ha combattuto contro l'Italia e contro l'onore della patria".

Ed a questo bisogna aggiungere la presenza in massa della Lega, "la forza più' rozza d'Europa".

Non e' un inizio incoraggiante quello del governo di centrodestra nemmeno per Pier Luigi Castagnetti, segretario PPI e capogruppo della Margherita alla Camera.

Il nuovo governo " col solo scopo di quadrare il cerchio delle richieste di poltrone modifica una legge, la riforma Bassanini che anche il Polo contribuì ad approvare".

Il futuro "ministro Sirchia ha una visione mercantile della sanità' che verrà pagata pesantemente dai pazienti", lo afferma l'ex ministro della sanità Rosy Bindi.

E quanto ai suoi progetti, afferma: "dichiara di voler salvare il Servizio sanitario nazionale e al tempo stesso propone il modello lombardo, che e' la via per lo smantellamento del Ssn".

Antonio Di Pietro invece vede la formazione guidata da Silvio Berlusconi come "Un governo da perfetto manuale Cencelli su cui pesano gravi conflitti di interessi", formato secondo metodi e logiche "da Prima Repubblica".I neoministri: governo Alla sfilza di commenti negativi dell'opposizione, fa da contraltare l'entusiasmo per la nuova avventura da parte degli esponenti della Casa della Libertà, che però oggi hanno centellinato le dichiarazioni.

Tra i pochi ad esprimersi pubblicamente, il nuovo responsabile della Farnesina.

Con il nuovo governo "cambia parecchio" ma non la "continuità' della politica estera", questo il programma di Renato Ruggiero il quale ribadisce che la linea della continuità é una cosa "sentita dai partner, dall'opinione pubblica e anche dal terzo mondo".

Rocco Buttiglione si rifà a Ciampi: "Il Presidente - ha detto Buttiglione - ci ha incoraggiati ad essere compatti, ci ha ricordato che il Governo è al servizio del popolo italiano ed ha ribadito la necessità di un rilancio dell'ideale europeo per un'Europa dei cittadini, dei popoli, delle nazioni e non un'Europa delle burocrazie".

Il neo ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno assicura che saranno "subito dati i rimborsi agli allevatori colpiti dall'emergenza mucca pazza''.

Il ministro per le Attività' produttive Antonio Marzano si impegna "verso i milioni di italiani" che hanno votato per la Cdl "per mantenerci fedeli alle promesse fatte'', tra cui c'è anche il Dpef al quale "stiamo già lavorando".

"So che ci aspetta un compito durissimo, ma lo affronteremo", è invece il commento del neo ministro della Giustizia Roberto Castelli, colui che ricoprirà una delle poltrone che hanno creato maggiori grattacapi al premier Berlusconi.

Quest'ultimo in giornata è stato impegnato a definire la lista dei sottosegretari che sarà approvata nella prima riunione del consiglio dei ministri prevista per la serata.

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