16 GIU 2001

Di Pietro al Consiglio Nazionale Italia Dei Valori: «Ecco il progetto di legge in materia di ineleggibilità»

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Roma, 16 giugno 2001 h10.30 - Il Consiglio Nazionale dell'Italia Dei Valori si è aperto con l'intervento di Antonio Di Pietro.

L'ex Pm di Mani Pulite ha proposto un progetto di legge in materia di ineleggibilità All'articolo 1 il progetto prevede per coloro i quali sono stati condannati per reati infamanti l'impossibilità di essere candidati; articolo 2: Coloro che sono stati rinviati a giudizio non possono avere incarichi di governo; articolo 3: I reati infamanti sono: quelli contro la persona, contro il patrimonio, la pubblica amministrazione, contro la proprietà e l'illecito nel
finanziamento dei partiti; articolo 4: I processi nei confronti di eletti e degli amministratori pubblici hanno la priorità sugli altri.

Di Pietro ha poi ricordato la "Battaglia per la legalità nella politica italiana" condotta dall'Italia dei Valori, che, in occasione delle ultime elezioni, ha raccolto il consenso di "molti italiani che non intendevano riconoscersi negli schieramenti così come erano".

Tra i "due schieramenti - ha detto Di Pietro - dobbiamo porci comunque in alternativa a quello di Berlusconi".

E sebbene "molti continuano a dire che se l'Italia dei valori si fosse unita all'uno o all'altro avrebbe potuto ribaltare il risultato" è sbagliato "pensare che amalgamandoci all'interno di un'indistinta forza nell'ambito del centrosinistra, senza la nostra identità, la nostra forza politica, si sarebbe potuto raccogliere quel consenso elettorale che abbiamo raccolto".

Secondo l'ex senatore "i voti presi sono voti di opinione, nonostante la bipolarizzazione a cui dobbiamo credere", dettati "proprio dalle nostre battaglie sulla legalità".

Si tratta di un ottimo "risultato elettorale, nonostante la legge elettorale".

Il programma politico dell'Italia dei Valori riparte dalla "realizzazzione di un patto di opposizione con ci sta".

Di Pietro ha ribadito che "con Forza Italia0 e Berlusconi è bene porsi in totale e convinta opposizione", per il "loro programmi illiberali e liberticidi, e i numerosi conflitti di interessi", senza dimenticare "la poca trasparenza con cui intendono governare, gli attacchi continua alla magistratura, la scarsa considerazione che hanno per le fasce sociali più deboli".

Di Pietro inoltre ha ricordato che "quel partito è affollato da una massa di inquisiti e condannati".

Alle altre forze politiche disposte a dialogare l'ex magistrato ha proposto di "rilanciare i temi a noi cari", come "il varo di una legge sul conflitto di interessi e la riforma legge elettorale", oltre alla "proposta di legge su incompatibilità e ineleggibilità".

Il confronto con gli altri deve svilupparsi "mantenendo la nostra identità e autonomia politica propositiva e di giudizio", avendo "ottenuto questo mandato dagli elettori, […]fuori dallo schema ideologico del partito".

Si tratterà di realizzare "patti di programma senza pensare di fagocitare e annettere" le altre formazioni politiche.

Di fronte ai "fenomeni di corruzione di ogni giorno, non si parla più", e c'è stata una sorta di assuefazione da parte dei cittadini.

Per Di Pietro "Tangentopoli non è stata rimossa, è stato rimosso il senso di legalità che tangentopoli aveva fatto nascere nei cittadini".

A commettere "quei reati sono tornati quelli di prima".

La Commissione su Tangentopoli "serve a capire la corruzione, ma "il fenomeno lo abbiamo capito, per evitare il ripetersi del fenomeno c'è da fare questa legge e non la commissione".

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