28 GIU 2001

Intervista a Claudio Martelli: I Radicali ci avvertirono, illusoria la trattativa con Berlusconi

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Martelli denuncia la slealtà di Berlusconi e rivendica l'autonomia socialista.

Nella critica alle illegalità del sistema politico conferma la volontà di rinnovare la stagione di intesa con i Radicali.

Roma, 28 giugno 2001 h 10.30 - Continua e si istituzionalizza lo scontro all'interno del nuovo PSI tra la linea di De Michelis, fedele all'alleanza con la Cdl e Claudio Martelli - che con Bobo Craxi rivendica l'autonomia dei socialisti, criticando l'esito dell'accordo con Berlusconi - ha risposto alle domande di Roberto Iezzi nel corso di un filo diretto con gli ascoltatori di Radio
Radicale.

L'esponente del nuovo PSI ha reso noto che l'invito nei confronti di De Michelis a dimettersi dalla segreteria è stato avanzato dalla "grande maggioranza del partito, 7 su 10 dei soci fondatori, dalla maggioranza dell'ufficio di presidenza, 3 su 4, e da 12 membri della commissione di garanzia su 17".

De Michelis, secondo Martelli "rimane coerente nel suo errore, che è quello di considerarsi parte organica della Cdl, dopo aver ricevuto sonori rifiuti e ancor più offensivi schiaffi in faccia".

È evidente che "per lui valgono altre ragioni che non quelle della politica a convincerlo a una scelta senza ritorno, senza discussione, in cui l'unica politica è questa affermazione dogmatica assolutista secondo cui i socialisti, i socialisti demichelisiani, fanno parte della Cdl" L'ammonimento dei Radicali Martelli ha poi ricordato gli avvertimenti mentre erano in corso le trattative con Berlusconi.

"Quando io e Bobo Craxi incontrammo Emma Bonino, Benedetto della Vedova, e Cappato fummo informati sui rischi di una ricerca di intesa programmatica con Forza Italia".

Emma Bonino "ci avvisò che ci sarebbe capitato quello che è capitato ai Radicali lo scorso anno alle regionali".

La slealtà di Berlusconi Tuttavia, ricorda Martelli, "si volle continuare in una trattativa del tutto illusoria, e Berlusconi si è comportato con noi come una multinazionale con una piccola bottega, voleva trasformarci probabilmente in una articolazione del suo sistema politico, voleva sussumere questa bottega all'interno del suo disegno di conquista del mercato politico".

Lo stesso leader della Cdl "ci aveva illuso al congresso di Milano di voler varare un arco di forze democratiche, anche con forze di sinistra riferendosi a noi e ai repubblicani e come in passato, agli stessi radicali".

L'autonomia del PSI Il nuovo PSI, nella sua autonomia, "non dovrà abbandonare in nessun modo la frontiera della contestazione e la critica alle illegalità di questo sistema politico, mediatico e di finanziamento pubblico e privato, legale e illegale", poiché la vita democratica è stata "alterata nel profondo nel corso di questi anni, perché i referendum che abrogavano il finanziamento pubblico sono stati disattesi, perché il referendum che privatizzava la Rai è stato disatteso, perché in campagna elettorale sono state tacitate le voci dell'opposizione, con tutte le forme della "violenza" possibile".

"Io ero contrarissimo a partecipare al governo ma anche a partecipare a questa maggioranza e anche a restare nell'alleanza con la Cdl", ha aggiunto Claudio Martelli.

Del resto "il comportamento di Berlusconi ha dato prova evidente di non mantenere la parola data".

Ciò nonostante "non è assolutamente vero che la questione riguardi due sottosegretari piuttosto che uno, la decisione riguarda la non partecipazione al governo".

Il punto di contrasto, "è un punto politico e non di potere, non è in gioco una o due sedie, quello che è in gioco è se essere parte di questa maggioranza oppure se avere una posizione di piena e totale autonomia quale è quella che io rivendico".

L'autonomia "si può benissimo esprimere con il voto contrario degli eletti", sebbene "non nascondo il fatto che i parlamentari socialisti sono stati eletti nel sistema maggioritario".

Rinnovare l'intesa con i Radicali In merito al rapporto con le altre forze politiche, l'ex delfino di Bettino Craxi ha chiarito che c'è "la volontà da parte dei socialisti di rinnovare se possibile quelle che sono state le grandi stagioni di intesa tra socialisti e radicali".

In questa direzione "Bobo ha scritto una lettera aperta al consiglio federativo radicale in cui ha offerto la sua presenza in parlamento anche alle battaglie radicali e quelle dell'autonomia socialista, e mi auguro - ha aggiunto Martelli - che possano convergere".

Comunque "non esistono condizioni di una alleanza elettorale".

l'iniziativa di Giuliano Amato "Mi sembra presto per giudicare l'iniziativa di Giuliano Amato", ha detto Martelli, "però non la demonizzo, non mi è esattamente chiaro cosa abbia in mente".

Secondo l'esponente del PSI "quello che si comprende è che abbia l'idea di dar vita anche in Italia a un partito del socialismo Europeo, e ciò è comprensibile, data la debolezza estrema delle forze socialiste, sotto il 20%", mentre "in Ue è a oltre il 30".

Non è chiaro "se Giuliano intende federare le forze che si richiamano alla storia socialista e anche alla tradizione del comunismo italiano o se intende partecipare come rappresentate del partito maggiore a una ridefinizione dell'Ulivo", all'interno del quale il "dibattito è segnato dalla sottovalutazione di ciò che è accaduto".

In altre parole per Martelli "non è detto che sarebbe stato possibile un accordo con Di Pietro o Bertinotti".

Il proibizionismo di Sirchia Il neoministro Sirchia ha dato prova di "tradizionale proibizionismo", che rappresenta la "riprova della pericolosità di un certo moderatismo".

"Trovo sovversivi questi atteggiamenti moderati", ha aggiunto Martelli, "ad esempio l'alcolismo miete vittime numerosissime, ma su questo c'è silenzio totale".

Sirchia, "non mi sembra illuminato da una visione laica".

Violante e la magistratura Violante ha riportato alle attenzioni del dibattito politico la questione dell'isolamento della magistratura, su questo tema Claudio Martelli si è detto concorde con "l'osservazione che ha fatto Marco Pannella".

Violante "evidentemente non riesce a percepire la lotta politica e il ruolo dell'opposizione se non nei termini di un contrasto presunto morale ed effettualmente giudiziario", si tratta di "un difetto di cultura profondo". .

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riduci

  • La situazione interna al PSI e le istanze di dimissioni per il segretario De Michelis

    <strong>Indice degli argomenti</strong>
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  • Il rapporto con la Casa delle Libertà

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  • "La non partecipazione al governo è la decisione che noi abbiamo preso, in maggioranza nel nuovo PSI"

    0:09 Durata: 1 min 16 sec
  • "Spero che i parlamentari si comportino come socialisti e non come dei sudditi della corte di Arcore"

    0:10 Durata: 1 min 10 sec
  • "C'è la volontà da parte mia e di Craxi di rinnovare quelle che sono state le grandi stagioni di intesa tra socialisti e radicali"

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  • L'autonomia dei socialisti

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  • La proposta di Giuliano Amato

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  • La posizione proibizionista di Sirchia

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  • Gasparri e il presunto incontro con Carmen Lasorella

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  • Violante e la «longa manus» sulla magistratura

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  • Domande

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