03 LUG 2001

Telecom Italia: Colaninno illustra il Progetto Call-Center 2001 2004 (con Gasparri)

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Roma, 3 luglio 2001 h10.40 - Roberto Colaninno e Rocco Sabelli hanno presentato alla presenza del ministro delle Tlc, maurizio Gasparri, il un nuovo progetto per la realizzazione di nuovi Call Center nel periodo 2001-2004.Il progetto, messo a punto da Telecom Italia Wireline, la business unit di Telecom per la telefonia fissa e Internet per le aziende, prevede la realizzazione di otto nuovi Call Center, dislocati prevalentemente al Sud, e la creazione di 3.000 postazioni di lavoro per circa 4.500 addetti.

L'investimento previsto sarà complessivamente di oltre 130 miliardi di lire.

La nuova
rete di Call Center offrirà servizi in outsourcing ad aziende del Gruppo (in particolare a Tim e Seat Pagine Gialle) e a terzi, focalizzando la propria attività in quei settori dove si prevede una forte crescita della domanda: nuove tecnologie, finanza, utilities e Pubblica Amministrazione.Il progetto partirà operativamente dalla città di Caltanissetta dove sarà realizzato, entro il mese di settembre del 2001, il primo Centro che allineerà 250 postazioni per 350 addetti.

Dopo la Sicilia, sempre nel 2001, sarà la volta della Campania; nel 2002 toccherà al Molise seguito negli anni successivi da Puglia, Calabria, Basilicata.Nelle intenzioni del gruppo, nell'arco di quattro anni si creeranno circa 4.500 nuovi posti di lavoro, ad elevata flessibilità e a forte competenza professionale.

Telecom annuncia che nelle prossime settimane discuterà con i sindacati del nuovo piano industriale dei call center, così come di tutte le tematiche occupazionali relative."Si tratta di uno dei più importanti progetti di sviluppo industriale e occupazionale del nostro Gruppo", ha dichiarato Roberto Colaninno, Presidente e Amministratore delegato di Telecom Italia, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione.

L'operazione interessa un settore ad "elevata crescita, come quello dei servizi di Call Center - ha aggiunto - dove più forte è la necessità di reperire personale qualificato tra i giovani", e prevede anche significativi investimenti.

Il gruppo Telecom, tra l'altro ha stanziato "500 miliardi in spese per la formazione del personale" con un progetto di "immissione di nuovi assunti compresi tra i 21 e i 45 anni".

Per Rocco Sabelli, Direttore di Telecom Italia Wireline, "il nuovo progetto si propone di replicare su una scala molto più ampia le iniziative avviate in questi anni dal Gruppo, attraverso il coinvolgimento di figure imprenditoriali capaci di operare con successo a livello locale e - ha aggiunto Sabelli - di sviluppare, anche al di fuori del business tipico di Telecom, le attività di queste nuove strutture operative".

Il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri ha paragonato la posizione del governo a quella di "uno spettatore interessato".

L'Interesse è per "la crescita del sistema paese", e con la creazione di nuovi posti di lavoro "uno dei punti del noto contratto al quale siamo tutti vincolati" sarà soddisfatto.

La delocalizzazione al sud, servirà anche per favorire la diffusione di una "cultura di impresa sul territorio".

Il Ministero delle Comunicazioni comunque "vive in una logica di mercato, e guarda e osserva", ma "il mercato dirà chi vincerà".

"Coniugare la grande impresa con la realtà locale", questa, per Gasparri, sarà la strada da seguire per lo sviluppo del meridione.

"Il sud deve vincere da solo queste sfide" e se "si è parlato tanto del mondo della new economy", e c'era "qualcosa di esagerato", oggi si assiste alla "maturazione del processo economico".

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  • Roberto Colaninno, presidente e amministratore delegato Telecom Italia

    <strong>Indice degli interventi</strong>
    0:01 Durata: 11 min 9 sec
  • Rocco Sabelli, responsabile di Wireline Services di Telecom Italia

    0:12 Durata: 19 min 53 sec
  • Sergio Abramo, amministratore delegato della Datel

    0:32 Durata: 8 min 7 sec
  • Maurizio Gasparri, ministro delle Comunicazioni

    0:40 Durata: 16 min 24 sec
  • Colaninno sull'opa Fiat: "Non commento cose che fanno altri"

    Domande dei giornalisti
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