11 LUG 2001

Assemblea annuale dell'Ance: Il ministro Lunardi conferma, "180 mila miliardi in cinque anni per le infrastrutture"

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Roma, 11 luglio 2001 h11.25 - L'Ance, l'Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, in occasione dell'assemblea annuale ha presentato - alla presenza del ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi - il rapporto sull'industria delle costruzione.

Il presidente, Claudio De Albertis ha illustrato la relazione della Giunta all'assemblea delle Associazioni aderenti, nella quale ha tracciato un dettagliato quadro delle specificità del settore ed ha fornito un resoconto sulle attività dell'associazione.

Il settore delle costruzioni italiano Lavori all'estero, in particolare nell'Unione Europea,
le prospettive di ricostruzione nei Balcani, la cooperazione per lo sviluppo e l'allargamento dell'Unione ad Est, questi i campi in cui si è mosso il settore delle costruzioni italiano.

Le richieste dell'Ance Alle forze politiche De Albertis ha chiesto una nuova sensibilizzazione in materia di fiscalità immobiliare e politica della casa.

Fondamentale sarà per l'Ance la realizzazione del programma di opere pubbliche prospettato dal governo in carica nel corso della campagna elettorale.

I progetti del governo Una risposta a tali istanze, è stata fornita proprio dal ministro per le Infrastrutture, Pietro Lunardi, da cui è giunta la conferma delle intezioni programmatiche del governo, che contemplano prevede investimenti per 180 mila miliardi in opere infrastrutturali nell'arco del quinquennio 2001-2006.

Del pacchetto dei 180 mila miliardi, 60 mila derivano da capitali privati, 40 mila da fondi strutturali europei, 80 mila da finanziamenti pubblici, di cui 28 mila miliardi finanziati con leggi pluriennali di spesa.

"Non è un libro dei sogni - ha aggiunto il ministro - contiamo di quintuplicare in questo settore la capacità di spesa per recuperare ciò che per oltre 20 anni non è stato fatto".

In tema di infrastrutture, "non sembri anacronistico dire che vi è la necessità di una vera e propria ricostruzione organica del paese".

In Italia "in 10 anni - ha affermato Lunardi - ha investito 205 mila miliardi in meno rispetto alla media dei paesi Ue".

Inoltre i danni causati da calamità naturali in campo idrogeologico, "hanno superato la soglia di 12.000 miliardi negli ultimi anni", mentre "il sistema idrico italiano attualmente non è in grado di assicurare su oltre il 45% del territorio nazionale quantitativi di acqua adeguati agli standard dei partner europei".

Per oltre il 40% del territorio nazionale, "non si dispone attualmente di sistemi idrici e irrigui capaci di garantire i fabbisogni in presenza di fenomeni di prolungata siccità".

Secondo Lunardi, la rete infrastrutturale, relativamente al trasporto merci, impone "costi superiori del 30% in confronto al resto d'Europa e più elevati tempi di percorrenza sia per via interna che esterna". .

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