11 LUG 2001
europa

Ue: Il Commissario Monti avvia inchieste sui regimi di tassazione negli stati membri

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Bruxelles, 11 luglio 2001 h 11.25 - Il Commissario europeo alla concorrenza Mario Monti ha reso noto che la Commissione Europea ha avviato una serie di iniziative formali di controllo circa i regimi di tassazione alle imprese in alcuni degli stati membri dell'Unione, ritenuti lesivi della concorrenza e che potrebbero configurarsi come aiuti di stato.

Inchieste su 15 regimi fiscali in Ue ''L'antitrust europeo ha aperto procedure di esame contro 11 regimi fiscali in 8 stati membri e ha chiesto ad altri 4 stati di porre fine agli attuali vantaggi fiscali", ha spiegato Monti in un incontro con la
stampa.

Tali vantaggi fiscali "non sono più giustificati con i cambiamenti economici intervenuti con la creazione del mercato unico''.

Monti ha avviato provvedimenti che interessano 15 regimi fiscali relativi a 12 stati membri e si concentrano in modo particolare sui "vantaggi accordati a multinazionali o a società attive nel settore dei servizi finanziari o assicurati".

Il caso di Trieste Tra i regimi sotto accusa figura anche il centro di servizi finanziari e assicurativi di Trieste.

Il caso italiano rientra nelle quattro situazioni per le quali non è stata aperta una procedura formale, ma solo proposta una "soluzione appropriata".

''Solo se non verranno accettate le misure appropriate proposte - ha aggiunto Monti - la commissione dovrà aprire procedure formali".

Gli altri casi Le 11 misure per le quali la Commissione ha aperto una procedura formale di indagine interessano 8 stati: la Germania, la Spagna (Biscaglia), Francia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Finlandia e Gran Bretagna.

Conclusa l'inchiesta, Bruxelles adotterà una decisione finale che potrà essere positiva, e quindi il vantaggio fiscale potrà continuare ad essere esercitato, negativa, e l'aiuto dovrà essere sospeso e, nel caso sia già stato versato, potrà essere chiesto il rimborso ai beneficiari, o positivo su riserva.

Mario Monti ha spiegato poi che se anche "pressioni politiche su queste decisioni", possono esserci state, esse sono lecite, dato che "le autorità degli stati membri cercano di far valere le proprie ragioni".

Relativamente ai recuperi programmati, "se essi non realizzeranno - ha concluso Monti - si ricorrerà alla Corte di Giustizia". .

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