12 LUG 2001

Conti Pubblici: Scambio di accuse alla Camera

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Roma, 12 luglio 2001 h13.30 - Il ministro dell'economia e delle finanze Giulio Tremonti ha reso un informativa urgente presso la Camera dei Deputati sulle dichiarazioni rese al Tg1 in ordine alla situazione dei conti pubblici in Italia, dichiarazioni che hanno innescato forti polemiche nel mondo politico.

Le ragioni del Governo Tremonti ha sottolineato che il Governo era intenzionato a "presentare formalmente tutti i dati della ricognizione dei conti con il documento di programmazione economica e finanziaria", ma, a causa della continua diffusione di notizie relative a dati "oggettivamente non
corretti" circa la situazione dei conti pubblici, il Governo è stato costretto "a modificare il profilo temporale della sua comunicazione".

È stata fatta la scelta di "comunicare i dati in un modo ritenuto corretto", ha aggiunto Tremonti.

"È stata scelta la sede del Ministero; è stata scelta la televisione pubblica, nella sua funzione di servizio pubblico; è stata data la notizia a mercati.

Non era possibile - ha continuato il ministro - dare la notizia in forma e modi diversi e, non era possibile dare la notizia in tempi diversi".

La questione del fabbisogno nazionale La voce del fabbisogno nazionale ha avuto "una drammatica accelerazione negli ultimi mesi e nei primi cinque mesi dell'anno è salita di oltre 22 mila miliardi".

Tale voce non può essere ignorata, ma deve essere considerata dal Governo.

Essa, "proiettata in ragione d'anno", porta ad una cifra che è circa "pari a 2,6% del prodotto interno lordo".

Le responsabilità dell'attuale opposizione All'opposizione Tremonti ha ricordato che" non c'è ragione per una polemica politica di carattere strumentale e sofisticato del tipo: poiché c'è il buco, dovrebbe esserci la manovra, intendendo per manovra la macelleria sociale o gli aumenti fiscali; se non c'è la manovra, allora vuol dire che non c'è il buco".

Questo "tipo di sofisma", secondo Tremonti non è "meritevole della discussione in una sede parlamentare".

Il Governo resta in attesa, "da parte dell'attuale opposizione e precedente maggioranza, di conoscere quali siano i fattori e le cause che hanno portato un extra deficit che costituisce il raddoppio del precedente deficit".

Tremonti ha giudicato "singolare" il fatto che "da parte dello schieramento politico che non si è fatto carico di spiegare le cause del "buco"" arrivi la richiesta "di rendere conto sulle modalità di comunicazione".

Il ministro delle finanze quindi ha ironizzato su una delle accuse rivolte dall'opposizione verso l'attuale governo e cioè che "vi siano effetti prodotti dall'attività di questo Governo" nella formazione del «buco».

Per Tremonti le accuse sono inconsistenti semplicemente per il fatto che esso è "in carica da diciannove o venti giorni".

Il Presidente della Camera Pierferdinando Casini, a conclusione dell'intervento di Giulio Tremonti, ha ricordato che il "rapporto tra Parlamento e Governo" si svolge su binari " essenziali per le istituzioni".

Casini ha sottolineato quindi quanto sia stato "importante avere riportato nel Parlamento, anzitutto per volontà dei presidenti dei gruppi di opposizione ma anche di maggioranza, il dibattito su dichiarazioni così rilevanti e significative".

Le accuse di Fassino Secondo Piero Fassino, Tremonti, nel diffondere i dati sul cosiddetto "buco" nei conti pubblici, si è reso artefice di una "operazione di inganno", presentando "come buco - che ancora non c'è, dunque eventuale -, un indebitamento previsto con uno scostamento eventuale".

Tremonti, secondo Fassino ha parlato di "queste somme per shockare l'opinione pubblica".

L'ex ministro di giustizia ha aggiunto che sarà compito dell'attuale governo realizzare opportune "misure per evitare che questo scostamento possa crescere sempre di più".

Tremonti ha "artificiosamente presentato delle cifre più alte", per una ragione ben precisa.

Il servizio del "bilancio del Senato ha dichiarato che il pacchetto fiscale presentato è totalmente senza copertura", quindi, "facendo credere che c'è un buco" si preparano "le condizioni di uno sfondamento che consentirà poi di coprire quel pacchetto fiscale" sul quale in questo momento, il Governo "non ha una lira per farlo approvare dal Parlamento".

I problemi di cassa Giancarlo Pagliarini, a nome dei deputati della Lega Nord Padania, si è detto soddisfatto della relazione svolta dal ministro Tremonti.

Ai problemi di cassa, perciò bisognerà rispondere con nuove privatizzazioni.

Esse, per altro, "non sono rappresentate solo dalla vendita dell'ENEL o dell'ENI".

Secondo Pagliarini, "Privatizzare significa anche dismettere il demanio disponibile e i servizi gestiti dallo Stato, inclusi, per esempio, sanità ed istruzione".

Il pericolo di un scontro sociale Per Marco Rizzo, dei Comunisti Italiani, "le promesse elettorali del cosiddetto Polo delle libertà si scontrano con la dura realtà dei fatti; e la dura realtà dei fatti fa sì che trattandosi di promesse, non possano essere mantenute".

Quindi da un "punto di vista mediatico, il Polo delle libertà ha la necessità di costruire questa vicenda del "buco"".

"Se vi saranno tagli alla spesa sociale" ha avvertito Rizzo, i Comunisti Italiani saranno "dalla parte dei lavoratori, dei più deboli e della popolazione italiana".

Se il Governo seguirà "il programma di Confindustria" significherà che cerca "lo scontro sociale".

I "complimenti" di Letta "È difficile non farle i complimenti, signor ministro", ha detto con ironia Enrico Letta, "per essere riuscito, in un colpo solo, ad avere contro subito, immediatamente le parole del Commissario dell'Unione europea, e ad aver ricompattato i sindacati contro il Governo - sindacati che erano divisi nei rapporti con voi".

Per l'opposizione "questo è un fatto positivo", e il governo sempre più"un esecutivo di piazza televisiva".

"Possiamo essere contenti come opposizione, signor Presidente, ma non lo siamo come italiani", ha concluso Enrico Letta.

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