19 LUG 2001

Ds verso il Congresso: L'Assemblea del centro e della sinistra dà vita alla nuova corrente «neo-riformista»

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Roma, 19 luglio 2001 - L'incontro dal titolo "Ds: Lavoro, sapere, libertà" segna il primo atto della nuova corrente ''neo riformista'' all'interno del partito del democratici di Sinistra.

L'area politica mette insieme il 'centro' dei cosiddetti 'veltroniani' (divenuti appunto neo-riformisti dopo il disimpegno del sindaco di Roma) con la sinistra del gruppo Salvi e quella di Fumagalli, Mele e Buffo e si avvale anche dell'appoggio del leader della Cgil Sergio Cofferati e del presidente della regione Campania Antonio Bassolino.

I neo riformisti hanno aperto all'ipotesi di convocare a settembre
una direzione che ''governi il confronto'' e in subordine, una assemblea congressuale per una modifica dello statuto che consenta di sganciare le mozioni dall'indicazione dei candidati a segretario.

Tutto ciò nasce dall'esigenza di superare la fase attuale del confronto politico all'interno dei Ds, che vive non sui contenuti ma sui nomi da contrapporre per la candidatura alla segreteria.

Pietro Folena, nell'introdurre i lavori dell'assemblea, ha ammesso che "i rischi di smottamento e di decadenza sono reali'', definendo ''insufficienti e consolatorie" le tesi sul buon governo senza il partito oppure quelle sul "riformismo che non e' stato capito'''.

''Il riformismo senza popolo - ha commentato Folena - e' un vizio giacobino antico''.

Relativamente ai rapporti con la coalizione, Folena sostiene che ''é stato chiarito definitivamente l'equivoco del partito unico dell'Ulivo, grazie anche alla nascita della Margherita'', l'area dei neoriformisti inoltre è favorevole alla ''federazione dei gruppi dell'Ulivo alla Camera e al Senato dove però servono ''regole chiare sulle candidature''.

''Il congresso dei Ds potrebbe decidere un patto federativo per la ripresa di un processo aggregativo, ha aggiunto Folena facendo riferimento agli altri partiti dell'area dell'Ulivo, per creare ''confini di un centrosinistra più largo, ampio e coeso''.

Infine il coordinatore dei reggenti invita ''all'unità del partito che non può reggersi se non su limpido confronto di posizioni diverse''.

In merito alla partecipazione alle manifestazioni contro il G8, per Folena è inaccettabile che "partiti di governo o ex partiti di governo non debbano manifestare per senso di responsabilità".

Il problema politico, secondo Folena, è che occorre "superare una visione acritica della globalizzazione"e nel contempo occorre dire no alle "tesi sbagliate e catastrofiste di Bertinotti" mentre bisogna guardare con favore e con attenzione alle tesi dell'internazionale socialista che indica la strada di una "democratizzazione della globalizzazione".

"Aver espresso rilievi critici a Massimo D'Alema" non significa che la nuova area sia un "correntone antidalemiano".

"Non c'è nessuna intenzione - assicura Folena - di mettere D'Alema ed altri da parte".

Semmai - c'è l'intenzione di "chiedere a D'Alema di essere oggi e domani il presidente di tutto il partito''.

Fabio Mussi, intervenuto a conclusione della giornata seminariale ha reso non che ''in queste settimane è stato fatto un lavoro che ha consentito di verificare che c'è la possibilità di una convergenza tra compagni, posizioni politiche e culturali che in altre stagioni, compreso il congresso di Torino, si erano presentati divisi''.

Secondo Mussi "opporsi alla globalizzazione è come opporsi alle maree", ma il popolo di Seattle è "un movimento che sale come un'onda di piena, più planetaria del '68, con effetti sia sui parlamenti che sui partiti".

Questo perchè "è la percezione dell'insopportabilità di politiche fondate sulla disuguaglianza che produce movimenti politici".

Per mussi bisogna quindi "entrare in contatto in maniera non paternalistica né strumentale con questi movimenti".

Il partito deve stare la' dove si produce la percezione della disuguaglianza, altrimenti perderà gran parte della sua funzione". .

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