20 LUG 2001

OCSE: Presentazione del rapporto annuale sulle prospettive dell'occupazione

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Roma, 20 luglio 2001 - È stato presentato presso la sede del Cnel, a Villa Lubin, il Rapporto annuale dell'Ocse sulle prospettive dell'occupazione.

Lo studio analizza l'evoluzione del mercato del lavoro in 14 paesi e fornisce una valutazione delle tendenze più recenti e delle previsioni a breve e medio termine nello scenario della globalizzazione.

I dati Secondo l'Ocse il tasso di disoccupazione scenderà al 10% quest'anno e al 9,2% entro il 2002 in Italia, negli ultimi due anni si è ridotto di oltre un punto passando dall'11,5% del 1999 al 10,7% del 2000.

Tra il 2000 e il 2002 si
registreranno circa 300 mila disoccupati in meno (in totale 2 milioni e 200 mila unità entro il prossimo anno).

Il dato segue l'andamento della media nella Ue: i disoccupati europei scenderanno a 13 milioni e mezzo entro quest'anno e di altre 500 mila unità entro il 2002 (pari rispettivamente al 7,7% e al 7,3%), contro i 15 milioni e 700 mila del 1999 e i 14 milioni e 300 mila del 2000 (9,1% e 8,2%).

Nonostante la ripresa economica e il calo dei disoccupati, molte famiglie vivono ancora nell'indigenza: in Italia il 13,5% dispone di un reddito inferiore alla metà della mediana nazionale; tale percentuale è dell'11,7% nella Ue e arriva al 16% negli Usa.

La povertà è più frequente nelle famiglie monoparentali e tra i giovani per periodi prolungati e la maggior parte delle persone che riesce ad uscirne vi ricade in tempi brevi.

In questo quadro, l'Ocse raccomanda l'adozione di politiche attive - finora timide in molti paesi - e differenziate in favore di coloro che hanno bisogno di un aiuto temporaneo o che rischiano un'esclusione durevole.

In particolare, politiche sociali e del lavoro ben articolate possono contribuire a combattere la povertà e a favorire l'inserimento professionale, anche attraverso interventi favorevoli alla famiglia come la creazione di strutture di accoglienza per bambini, congedi per maternità, orari di lavoro flessibili.

I diversi aspetti della globalizzazione La vicepresidente del Cnel, Francesca Santoro ha affermato che l'incontro di riflessione "sulle prospettive internazionali del lavoro e sulle politiche dei paesi più sviluppati si svolge contemporaneamente al G8 di Genova, in un clima di grande attenzione verso la globalizzazione".

Tale fenomeno, se "da una parte ha posto le basi per una società della conoscenza moltiplicando la circolazione dei saperi, dall'altra può determinare nuove forme di povertà e nuovi divari".

Si impone dunque la necessità di una "qualificata guida politica e istituzionale e di una costante attenzione da parte delle forze sociali e della società civile, soprattutto in funzione di una più incisiva ed equa regolazione degli aspetti sociali".

Al dibattito hanno partecipato anche l'ambasciatore Alessandro Vattani (rappresentante del Governo italiano all'Ocse), Norman A.

Bowers (capo Divisione analisi e politiche mercato del lavoro Ocse) e Laura Bardone (ricercatore Ocse), oltre a rappresentanti delle parti sociali e delle istituzioni.

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