22 LUG 2001

G8: Conferenza stampa di Silvio Berlusconi al termine del summit di Genova

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Genova, 22 luglio 2001 - "È un peccato che il messaggio che è arrivato più degli altri alle opinioni pubbliche dal vertice di Genova sia stato di violenza".

Questo è stato il rammarico di Silvio Berlusconi, che ha incontrato i giornalisti al termine del vertice dei G8.

Naturalmente, anche nella conferenza conferenza stampa a conclusione del vertice, la questione degli scontri di piazza ha preso il sopravvento rispetto alle decisioni assunte nel vertice, che pure Berlusconi ha tentato di mettere in evidenza nelle sue dichiarazioni.

Proprio sulla questione dell'ordine pubblico, il Presidente
del Consiglio non ha mancato, inoltre, di ricordare le responsabilità del precedente governo, sottolineando che l'organizzazione dell'evento, a partire dalla scelta della sede di Genova, fossero da addebitare al governo di centrosinistra.Sulla strettissima attualità dell'irruzione delle forze dell'ordine nelle scuole adibite ad alloggio dei manifestanti, il premier - citando il proprio ministro degli interni, ha avanzato l'ipotesi di "connivenze del genoa social foru"' con i gruppi violenti che hanno dato il via ai disordini nelle strade del capoluogo ligure.La "prima volta" dei paesi poveri"Il G8 ha prodotto un buon lavoro - ha detto Berlusconi - aprendosi per la prima volta alla società civile''.

Berlusconi ha messo in risalto gli incontri con i leader dei paesi poveri, che testimoniano della "apertura del G8 anche ai rappresentanti dei paesi in via di sviluppo".

In particolare "dal continente africano si è avuto in diretta l'esplicitazione della loro volontà di darsi un unione".

A questi sarà "Garantito l'appoggio" dei Grandi, con "rapporti continuativi di partnerariato".le responsabilità dei precedenti governiRelativamente ai gravi disordini di piazza che hanno caratterizzato l'intero svolgimento del vertice, il presidente del Consiglio ha precisato che non sono state apportate modifiche "al progetto di ordine pubblico", che era già stato delineato dal precedente governo.

È stata accettata la sua impostazione, "la definizione della zona rossa", ed è stato avviato un dialogo "il più ampio possibile con i rappresentanti delle organizzazioni di protesta pacifica"."Il dispiegamento delle forze dell'ordine era quello imprevisto dal precedente governo - ha chiarito Berlusconi - nulla in più è stato apportato, la gestione è stata affidata ai responsabili delle forze dell'ordine che erano e sono rimasti gli stessi".La perquisizione alla scuola DiazSull'azione di perquisizione nella scuola Diaz il premier non ha potuto "esprimersi nel dettaglio", non avendo ancora elementi precisi a disposizione.

Berlusconi ha chiarito di non essere stato preventivamente avvertito della intenzione della Polizia di irrompere nella scuola dove alloggiavano gli esponenti del Global Forum, nella quale, per altro oltre al "ritrovamento di armi improprie", gli agenti hanno individuato "60 persone appartenenti alle squadre violente che si erano occultate, a dire del ministro degli interni, con la connivenza degli esponenti dei Global Forum, essi - ha detto Berlusconi - avrebbero coperto la loro presenza".

A rendere critica la gestione dell'ordine pubblico ha contribuito, secondo il primo ministro "la scelta di una situazione urbana come Genova", scelta non è stata dell'esecutivo in carica "ma dei precedenti governi".I futuri incontri dei G8I leader intervenuti, ha aggiunto Berlusconi "non hanno potere coercitivo nei confronti dei popoli" in generale.

essi hanno il potere, come eletti, "nei confronti dei popoli e dei parlamenti nei singoli paesi" e "non impongono alcunché ad altri paesi", il ritrovarsi nasce dalla necessità di "avere fiducia uno dell'altro", per "risolvere in modo tempestivo ogni problema".

Tutti "hanno ritenuto che i G8 debbono continuare".

Sono "utili al mantenimento della sicurezza e della pace nel mondo".

Ma "viste le reazioni che in questa occasione si sono create si è deciso di ridurre la dimensione del prossimo vertice", che si svolgerà in "località turistica di non facile accesso nelle montagne rocciose, nella provincia di Alberta".

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