22 LUG 2001

G8: Il GSFal termine del vertice accusa. "Il governo nei fatti vuole instaurare uno stato di polizia"

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Genova, 22 luglio 2001 - Con la giornata di domenica 22 luglio il vertice dei G8 di Genova ha chiuso i battenti.

Il Genoa Social Forum, nell'occasione, ha organizzato un'assemblea-conferenza stampa per tracciare un bilancio circa i pesanti scontri di piazza.

Sono intervenuti, tra gli altri, Vittorio Agnoletto, portavoce del GSF, Teresa Mattei, ex deputato e membro della Costituente, Luigi Casarini, portavoce delle Tute Bianche e il regista Davide Farrario, che ha commentato un filmato delle manifestazioni Uno stato di polizia Negli scontri avvenuti nel corso delle manifestazioni, Vittorio
Agnoletto ha letto "un attacco scientificamente preordinato da parte direttamente del governo contro un movimento di piazza democratico".

Quanto poi all'assalto alla scuola Diaz, si è trattato di una "operazione tesa a cancellare il risultato politico della grande manifestazione".

Ma il "Movimento ha dimostrato la capacità di vincere sia sui contenuti che nella difesa e nella lotta per la democrazia".

L'attacco della polizia "necessita di una risposta di massa", perché rappresenta il "biglietto da visita di un governo che vuole impedire la manifestazione del dissenso e nei fatti instaurare uno stato di polizia con la cancellazione delle istituzioni e delle regole democratiche".

Le motivazioni date a spiegazione dell'irruzione "sono una montatura".

Tra l'altro, "se con il sospetto si legittima la carneficina della Diaz, ciò significa che nessun italiano può sentirsi sicuro".

Agnoletto ha ricordato che la scuola era stata "aperta a tutti in un giorno di pioggia micidiale", e chi aveva "bisogno di un tetto, lì è andato".

Del resto "nessuno di noi può mettersi a selezionare le persone", questo "spettava a qualcun altro che non ha voluto farlo".

È inammissibile che "per andare a cercare su segnalazione strumenti offensivi si massacrano 60 persone e si distruggono due scuole", e ai "parlamentari presenti sul posto si impedisce di vedere" ciò che sta avvenendo.

"Se passa il principio - ha continuato il portavoce del GSF - che se c'è una persona sospetta, si blocca la casa, si massacrano le persone, allora nessun cittadino italiano può sentirsi libero".

Inoltre "se il primo ministro rivendica questa cosa con aria di sufficienza da un messaggio di polizia".

Appello a chi usa l'aggettivo democratico Di fronte a tutto questo "nessuno che usa l'aggettivo democratico per la propria organizzazione può pensare di sfilarsi" dal movimento e dall'appello per le grandi manifestazioni democratiche di protesta, che rappresentano una "risposta immediata" alla gravità della situazione.

"Pannella ricordi Giorgiana Masi" Vittorio Agnoletto ha poi ricordato la tragica circostanza dell'uccisione di Carlo Giuliani, e non ha mancato di rivolgersi a Radio Radicale, che "ha attaccato pesantemente e costantemente in questi giorni il movimento".

Pannella, per Agnoletto, "farebbe bene a ricordarsi una certa data, Giorgiana Masi a Roma".

I Radicali di là del muro I Radicali, secondo Agnoletto, "troppo facilmente e immediatamente sono passati dall'altra parte cominciando, non dimentichiamolo, dalla politica guerrafondaia relativamente ai Balcani".

Non è indifferente "per chi fa i digiuni della fame oggi qui oggi di là, da che parte ci si schiera", e cioè con "chi ha veramente fame nel mondo, se si sta di là o di qua del muro".

Se da una parte gli 8 leader "hanno annunciato che cancelleranno una parte del debito", essi però "non hanno cancellato l'insieme del debito dei paesi poveri", e lo stesso "Prodi si è detto sono molto deluso" di questo.

Così facendo si continuano a "costruire debiti", e ciò "concretamente significa che i paesi poveri fino a ieri dovevano su un dollaro di PIL restituirne 9"; oggi "su uno ne restituiscono 7.5", e "se questa è una grande vittoria politica, ringraziamo allora i Radicali".LINK:Marco Pannella: Giuliani non è morto come Giorgiana Masi.

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