18 SET 2001

Immigrazione«Noi come loro», rapporto sull'immigrazione in Italia di PeopleSWG

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Roma, 17 settembre 2001 - L'Istituto di ricerche PeopleSWG ha presentato a Montecitorio "Noi visti da loro", indagine sul mondo dell'immigrazione in Italia, in merito alla quale sono intervenuti il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Roberto Maroni e l'on.

Luciano Violante, presidente del gruppo Ds-Ulivo alla Camera.

In Italia vivono 1 milione e 400 mila immigrati.

Arrivano nel nostro Paese per lo più dall'Africa settentrionale e subsahariana e dall'Europa dell'Est, e si dichiarano in prevalenza di fede musulmana e cattolica.

Maurizio Pessato, direttore della Divisione Opinione di
PeopleSWG, ha illustrato la ricerca sul "'fenomeno immigrazione" basata sull'ascolto diretto di quanti hanno deciso di lasciare il loro paese d'origine per approdare in Italia.

Evitare toni da guerra religiosaLuciano Violanteha sottolineato che il dibattito sull'immigrazione "cade in un momento rischioso dopo gli attentati terroristici in Usa".

Bisogna "stare molto attenti, ed evitare toni da guerra religiosa che possano irrigidire particolarmente gli spiriti".

È necessario "in questo momento uno spirito di integrazione" per "evitare che ci siano lacerazioni su grandi questioni di carattere ideale all'interno dei nostri Paesi''.

"Mi auguro infatti - ha aggiunto Violante - che non ci sia alcuna equazione immigrato uguale clandestino, clandestino uguale terrorista, oppure musulmano uguale terrorista".

In merito al disegno di legge sull'immigrazione varato la scorsa settimana dal consiglio dei ministri, Violante ha criticato l'eliminazione delle cosiddette sponsorizzazioni.

"l'abolizione di questo strumento creerà a molte famiglie una serie di problemi notevoli", dato che "tanti extracomunitari lavorano all'interno delle famiglie occupandosi della cura e dell'assistenza di anziani, disabili o bambini diventando, di fatto, una sorta di 'ammortizzatore civile'".

La guerra di religione arriva da Kabul Le guerre di religione "arrivano da Kabul non certo dall'Italia".

Questa è stata la replica di Roberto Maroni, al monito di Violante.

"L'invito a guerre sante - ha detto Maroni - c'è e viene da certi paesi del mondo, non dall'Italia".

L'uguaglianza "clandestino uguale terrorista non la fa Borghezio, ma una parte di cittadini che vede entrare in casa immigrati che li derubano, violentano, a volte ammazzano".

Poi, ha aggiunto Maroni "qualcuno fa confusione e pensa anche ad altri che dirottano aerei e mettono bombe", l'uguaglianza "è facile, non giustificabile, ma comprensibile".

No alle sanatorie "Sono contrario alle sanatorie", ha spiegato inoltre il ministro, in quanto esse "favoriscono chi ha violato la legge e non chi la rispetta''.

Relativamente poi agli immigrati impegnati nell'attività di cura e assistenza "c'è stata anche una discussione importante su questa questione in consiglio dei ministri - ha detto - ma non abbiamo trovato una soluzione".

È fondamentale comunque "far emergere il sommerso probabilmente intervenendo non tanto sulla legge sull'immigrazione quanto sui contratti".

Maroni ha quindi ricordato, tra gli aspetti positivi della nuova legge lo snellimento delle procedure d'ingresso che riducono a otto giorni il tempo che intercorre tra la richiesta e l'arrivo del lavoratore extracomunitario.

Ha sottolineato successivamente che la nuova normativa si muove sulla via dell'integrazione, ricordando che ''alcune proposte di direttiva europea su lavoro e ricongiungimenti sono più restrittive della nostra".

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riduci

  • Maria De Lourdes Jesus, giornalista

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  • Maurizio Pessato, direttore 'Divisione Opinione' di PEOPLESWG

    0:04 Durata: 19 min 49 sec
  • Luciano Violante (DS-U)

    0:24 Durata: 9 min 21 sec
  • Roberto Maroni, ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali

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  • Maroni: "Sono contrario alle sanatorie"

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