23 SET 2001

Ds: D'Alema chiude la Festa Nazionale de L'Unità di Reggio Emilia: «Non c'è un impero del male»

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Reggio Emilia, 23 settembre 2001 - Massimo D'Alema ha tenuto il discorso di chiusura alla Festa Nazionale de L'Unità.

L'ex presidente del consiglio ha dedicato largo spazio alla situazione internazionale dopo l'attacco a New York e Washington , passando poi a discutere della politica del governo, delle prospettive dell'Ulivo e del futuro dei Ds dopo il congresso.

Non esiste un impero del male Il nuovo terrorismo "usa i mezzi e i ricatti della guerra'" e colpendo gli Usa ha inteso colpire tutto il mondo occidentale.

Di fronte a ciò D'Alema ammonisce: "nessuna neutralità'', perché "colpire gli
assassini è un dovere morale".

Un dovere che deve realizzarsi senza "rappresaglie cieche", ma anche senza "indulgenze verso il regime talebano".

Non si tratta di uno "scontro non tra occidente e islam, e non c'è da abbattere "un impero del male".

"Pace in Palestina" D'Alema invita il partito a lavorare per la "Pace in Palestina".

In questo senso deve concretizzarsi l'impegno dell'occidente nei confronti di un " popolo che invoca la sua Patria", rafforzando "lo spirito della collaborazione e del dialogo".

L'avvertimento al governo Nella lotta contro il terrorismo il governo potrà contare sul sostegno dell'Ulivo e dei Ds.

Ma, avverte D'Alema, la maggioranza non confonda "il nostro senso di responsabilità" per un cedimento.

L'opposizione farà la propria parte nell'esigenza del "pieno rispetto delle regole democratiche".

Berlusconi e il conflitto d'interessi Nei primi sei mesi il presidente del Consiglio non ha fatto altro che "occuparsi degli affari suoi e di quelli dei suoi amici".

Inoltre non è stato risolto il conflitto d'interessi.

Quanto a Tremonti dovrebbe "chiedere scusa agli italiani e all'Ulivo" visto che i dati dell'Istat di qualche giorno fa parlano di un "risanamento robusto", a dispetto del ''buco'' annunciato invece dal ministro dell'economia.

"Non fate i furbi", ammonisce D'Alema commentando le voci circa una possibile "finanziaria di guerra".

Nell'anno della guerra del kosovo "la finanziaria del governo dell'ulivo aumentò, anche se di poco, le pensioni minime e non sui manifesti", e non impose alcuna misura eccezionale.

Il futuro dell'Ulivo L'obiettivo dell'opposizione è di essere '"forte e decisa e presentarsi come un'alternativa di governo credibile".

Tale obiettivo impone di "mantenere e rafforzare l'unità dell'Ulivo", e quindi "sarebbe un errore grave disperdere in una disputa tra partiti la ritrovata coesione della campagna elettorale".

D'Alema rilancia perciò "un quadro di regole certe" e il "coordinamento dei parlamentari del centrosinistra, senza Titubanze", evitando "gli errori compiuti nel passato".

La battaglia per il sì al referendum del 7 ottobre La battaglia per la riforma federalista, per il presidente dei Ds, sarà una priorità importante nel prossimo futuro per la sinistra.

Occorre votare sì il 7 ottobre per "rafforzare una riforma che avvicina il potere ai cittadini, una riforma invocata da Comuni, Province e Regioni e che garantisce l'unità del Paese e l'uguaglianza dei diritti sociali tra tutti i cittadini".

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