01 OTT 2001

Festa di Rinascita: Cofferati, «La globalizzazione, se lasciata alla spontaneità, può produrre effetti pericolosi»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 4 min

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Napoli, 1 ottobre 2001 - "La globalizzazione non è una condizione già definita, non ha un aspetto statico, è necessario fare i conti con i suoi processi, confrontarsi con i problemi nuovi che derivano dalle interconnessioni tra le economie del mondo''.

Così il segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati, ha aperto il suo intervento al dibattito su "globalizzazione e lotta di classe" promosso nell'ambito della festa nazionale de "La Rinascita".

Regole per la globalizzazione Secondo il leader della Cgil, la globalizzazione è ''uno di quei fenomeni che, se lasciati alla spontaneità,
possono produrre effetti pericolosi, al contrario se governati possono portare effetti positivi'' La globalizzazione ha prodotto "una ricerca ossessiva di modelli di competizione", attraverso due ipotesi:.

la prima è "di chi pensa di acquisire mercato all'interno di un sistema di regole".

La seconda è quella "di chi è convinto della necessità di regole inesistenti e di un mercato libero e spontaneo".

Cofferati ha chiarito che "quest'ultima va contrattata e allo stesso tempo va imposto un modello competitivo dove si affermi la qualità del prodotto".

Preservare le risorse ambientali "L'ambiente - ha aggiunto inoltre Cofferati - deve essere considerato come un bene e un patrimonio dell'intera umanità e non può essere distrutto a fini competitivi".

La distruzione delle risorse ambientali "crea disastri nel medio e nel lungo periodo".

Una economia che voglia garantire elementi positivi per il futuro, ha concluso Cofferati, "deve favorire la cooperazione tra i paesi più' ricchi e quelli più' poveri, partendo dall'abbattimento del debito".

Il grande capitale nel settore dei servizi Al dibattito ha partecipato anche il senatore Nerio Nesi, il quale ha sostenuto che ''la globalizzazione è un processo lungo e non nasce adesso", e "sono molti gli elementi che lo hanno favorito".

Tra questi Nesi individua la "tecnica informatica che permette di risolvere in pochi secondi ciò che, alcuni anni fa, richiedeva tre giorni".

In conseguenza di ciò "il grande capitale sta progressivamente abbandonando la produzione industriale per spostarsi sul settore dei servizi, perché rende di più ed è più sicuro".

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