10 OTT 2001

Guerra al terrorismo: Ulivo diviso in politica estera

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 34 min 16 sec

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Registrazione video di "Guerra al terrorismo: Ulivo diviso in politica estera", registrato mercoledì 10 ottobre 2001 alle 00:00.

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  • L'Ulivo si spacca
  • <strong>Con il voto al Senato sull'intervento in Afghanistan, si apre un nuovo conflitto interno all'Ulivo tra chi sostiene la necessità di assumere una posizione di "responsabilità", e chi invece si schiera pregiudizialmente contro la guerra</strong><p> Roma, 10 ottobre 2001 - Il Parlamento italiano approda ad un voto bipartisan sull'intervento in Afghanistan, grazie al meccanismo dell'astensione incrociata che ha consentito l'approvazione sia del documento del centrodestra, sia di quello di Ds, Margherita e Sdi.<p> <strong>Lo stappo di Verdi e Pdci</strong><p> A tale determinazione l'Ulivo arriva senza una posizione comune con Pdci e Verdi, che si sono presentati al Senato con un documento autonomo. Il prezzo pagato per sostenere il governo è quindi un Ulivo diviso in politica estera e sempre meno credibile come coalizione.<p> Oltre a Verdi e Pdci, contro il documento della maggioranza si è schierata anche parte della sinistra Ds e l'area Salvi.<p> <strong>L'analisi di Marco Pannella</strong><p> Nell'ennesima situazione di conflitto all'interno della coalizione, questa volta sembra mancare la voglia a ritrovare la via della conciliazione e si aprono spazi sempre più ampi di conflitto. <p> Conflitto di cui <strong>Marco Pannella</strong>, non a caso, in occasione della manifestazione di solidarietà di Radicali Italiani davanti all'ambasciata Usa a Roma, aveva anticipato i termini. "E' intollerabile, assolutamente vergognoso - ha affermato Pannella - questo persistere di Rutelli nella volontà di alleanza con Prc e i pacifisti". Il leader radicale non ha perso però tutte le speranze: "Mi auguro - afferma - che parlamentari interni al centrosinistra, abbiano un sussulto di dignità e di forza e dicano che semmai il problema è allearsi con gli eredi dei fratelli Rosselli, Einaudi, Ernesto Rossi e non con coloro che rappresentano la calamità più inaudita del secolo scorso".<p> <strong>Lo Sdi contro i "massimalisti" dell'Ulivo</strong><p> È lo Sdi di <strong>Enrico Boselli</strong>, che per bocca di Ugo Intini, che esprime la posizione più critica. ''Confusione e ambiguità - dice Intini - nuocerebbero all'opposizione più della frattura che al suo interno si è consumata"<p> Boselli stesso giudica "inevitabile un chiarimento politico" nell'Ulivo, dopo il voto di ieri. Chiarimento che rappresenta un prerequisito irrinunciabile "se veramente, su questioni fondamentali, il centrosinistra vuole rappresentare un'alternativa credibile al Polo".<p> Un chiarimento da parte dell'anima ''massimalista'' dell'Ulivo è quanto chiede anche il sen. <strong>Cesare Marini</strong>, presidente del gruppo misto del Senato. "La diversità di opinione espressa da Verdi, Pdci e dai singoli esponenti dei Ds sulla situazione internazionale è giunta quanto mai opportuna - afferma Marini - perché impone all'Ulivo un chiarimento non più rinviabile". E aggiunge: "La sinistra di governo non è riuscita quasi mai a convivere con l'anima massimalista. ne' e' pensabile dare forma a un partito riformista del socialismo europeo che possa evitare un chiarimento politico e conservare al proprio interno gruppi che rifiutano l'assimilazione con la tradizione socialdemocratica".<p> Lo Sdi invita perciò a "prendere atto" e trarre "tutte le profonde conseguenze politiche" dalla scelta di Pdci e Verdi di presentare una propria autonoma risoluzione parlamentare sulla crisi internazionale, avendo con ciò attestato che "Verdi e Comunisti Italiani hanno una posizione in politica estera inconciliabile con quella dell'Ulivo".<p> <strong>I Ds per una verifica</strong><p> Anche tra i Ds la mossa di Verdi e Pcdi suscita forti malumori. A chiedere "una discussione su come si mantiene la coesione e quali siano le regole" è <strong>Piero Fassino</strong><p>. "Non è in discussione naturalmente la legittimità di avere posizioni diverse, però - sottolinea Fassino - non c'è dubbio che se l'Ulivo vuole essere una credibile forza di opposizione deve ritrovare una unità e coesione forte, soprattutto su temi così delicati come le scelte di politica internazionale". Occorre "evidentemente operare una verifica".<p> Già nella mattinata di ieri dopo la riunione dei vertici del centrosinistra in vista del voto, <strong>Massimo D'Alema</strong> aveva avvertito: "dividersi nel voto significa dividere l'Ulivo, l'opposizione che vuole essere alternativa di governo" non può dividersi "su questioni fondamentali come la politica estera, le scelte sulla sicurezza del Paese ed i rapporti con Nato, Ue e Onu, oltre che con gli Usa". E' difficile evitarne poi conseguenze molto dolorose per tutti".<p> D'Alema quindi chiarisce la sua linea dai banchi della Camera. Occorre "assumerci le nostre responsabilità, abbiamo saputo farlo dal governo - afferma - e lo facciamo anche dai banchi dell'opposizione: di questo cittadini e membri del Parlamento italiano devono essere certi".<p> La ''velina rossa'' (l'agenzia quotidiana di Pasquale Laurito, tradizionalmente vicina all'ex presidente del consiglio) oggi, in merito alla marci di Assisi, chierisce quali siano i termini del conflitto all'interno del maggiore partito della sinistra italiana. L'agenzia chiede che "al congresso non si perda tempo in alchimie interne, ma si decida la linea politica senza confusioni tra quella che sarà la maggioranza interna e l'opposizione": e "se la scelta è tra il 'santone' bin Laden e Blair, noi scegliamo il laburista Tony Blair".<p> <strong>La Margherita per una riconciliazione</strong><p> Che un'opposizione di governo non possa dividersi sulla politica estera, è l'opinione anche di <strong>Francesco Rutelli</strong>, che auspica un ripensamento delle regole dell'Ulivo per porre fine ai continui scontri interni. <p> Enrico Letta, membro dell'esecutivo della Margherita, afferma a chiare lettere che quella di ieri è stata una "grande sconfitta collettiva", e "bisogna far di tutto per ricomporre l'unità dell'Ulivo''. Secondo Letta, l'episodio della crisi internazionale "non è una questione isolata, e purtroppo tutto lascia intendere che la situazione si protrarrà nel tempo". È necessario perciò affrontare subito la discussione sulle regole senza attendere i congressi.<p> <strong>Pierluigi Castagnetti</strong> parla di un "problema è politico, e lo si risolve politicamente". Dunque "nei prossimi giorni la coalizione dovrà parlarne". Il capogruppo della Margherita alla Camera dice di non voler "sottovalutare ma neanche drammatizzare" la spaccatura del centrosinistra e si dice convinto che Rutelli imposterà la questione sottolineando che il centrosinistra "è una forza di governo e deve assumersene la responsabilita', cosi' come ha fatto anche sulle rogatorie". <br>
  • Lanfranco Turci (DS-U)

    Interviste di Claudio Landi e Roberto Iezzi
    0:00 Durata: 12 min 15 sec
  • Franco Debenedetti (DS-U)

    0:12 Durata: 7 min 30 sec
  • Giorgio Napolitano, PSE

    0:31 Durata: 3 min 1 sec
  • Famiano Crucianelli (DS-U)

    0:34 Durata: 4 min 37 sec
  • Francesco Giordano (RC)

    0:39 Durata: 6 min 51 sec