17 OTT 2001

Medio Oriente: Sharon, Morte Zeevi è nostro 11 settembre

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 6 min 52 sec

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Registrazione video di "Medio Oriente: Sharon, Morte Zeevi è nostro 11 settembre", registrato mercoledì 17 ottobre 2001 alle 00:00.

La registrazione video ha una durata di 6 minuti.

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  • Ascolta la corrispondenza di Manuel Katz

    <br>Il ministro Rehavam Zeevi<p> <p><em>Aggiornamento alle ore 15.00 (CET) del 17 ottobre 2001</em><p><strong>Importanti dichiarazioni del premier israeliano Ariel Sharon al termine della riunione straordinaria del consiglio di sicurezza, convocata in seguito all'uccisione del ministro dimissionario Rehavam Zeevi, esponente della formazione dell'estrema destra israeliana "Moledet" (Unione Nazionale)</strong><p><strong>Tutto cambia dopo la morte di Zeevi </strong><p>"Comincia un periodo diverso per Israele- ha affermato Sharon - così come Bush ha detto che è cambiato tutto dopo l'11 settembre". Il premier ha anche annunciato che riprenderà immediatamente l'assedio alla città di Ramallah e misure più dure saranno prese contro il terrorismo palestinese.<p> Sharon, proprio ieri sera aveva illustrato il suo piano politico per arrivare a nuovi negoziati, precisando le condizioni per la istituzione di uno stato palestinese, e per questo era oggetto di aspre critiche da parte della destra. Critiche formalizzate dalle dimissioni dei ministri Zeevi e Liberman dal governo da lui presieduto. <p> <strong>Nuovo assedio a Ramallah</strong><p> Dalla città di Ramallah, secondo le indagini, sarebbe partito il commando responsabile del ferimento di Zeevi, che è morto poche ore dopo in ospedale. L'agguato al ministro è stato organizzato nella zona di Gerusalemme che dà verso Ramallah, e inoltre i quartieri generali del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp). che ha rivendicato l'attentato sono ancora a Ramallah.<p> <strong> Liberman ritira le sue dimissioni</strong><p> Circolano intanto voci che richiamano a un governo di unità nazionale per unire le forze politiche nella guerra al terrorismo. il Presidente dello Stato di Israele Ezer Weizman ha detto a chiare lettere che la responsabilità dell'accaduto è di Arafat, e dell'Autonomia Palestinese. Si susseguono tra l'altro riunioni di lutto del governo, mentre Avigdor Liberman, ministro delle Infrastrutture, uscito insieme a Zeevi dal governo Sharon, ha deciso di sospendere le sue dimissioni per una settimana.<p> Il ministro degli esteri Peres, in un colloquio con il suo omologo inglese, ha affermato che "se Arafat non prende la situazione in mano, le fiamme inghiottiranno tutto".<p> <strong>Le reazioni palestinesi</strong><p> Se dall'entourage di Arafat arrivano condanne per il fatto di sangue di stamani, in un comunicato ufficiale l'Autonomia palestinese sostiene che la liquidazione di Zeevi, come ogni liquidazione, deve essere condannata, ed occorre tornare al negoziato, rinnovando l'impegno nel processo di pace: L'Autonomia si impegna, nello scetticismo generale, a prendere tutte le misure necessarie per portare all'interruzione di azioni di questo genere.<p> <strong>I fatti di stamani</strong><p><p>È stato ucciso questa mattina Rehavam Zeevi, esponente della formazione dell'estrema destra israeliana "Moledet" (Unione Nazionale) e ministro dimissionario dal governo di Ariel Sharon. <p> L'omicidio è stato rivendicato con due telefonate ad alcune agenzie di stampa israeliane a nome dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp).<p> Secondo l'anonimo telefonista, portavoce del Fplp, l'attentato a Zeevi è stato compiuto per vendicare la morte di Abu Ali Mustafa, leader del Fplp ucciso in agosto da un elicottero israeliano<p> Il ministro Zeevi era strenuo sostenitore dell'annessione di tutti i territori occupati e del "trasferimento volontario" in altri paesi di tutti gli arabi residenti in Israele e nei Territori. Netta la sua opposizione a concessioni all'Autorità Nazionale Palestinese. I "Moledet", tra l'altro, rappresentano gli interessi degli immigrati russi in Israele <p> Due giorni fa Zeevi, con Avigdor Liberman, ministro delle Infrastrutture aveva abbandonato l'esecutivo guidato da Ariel Sharon in polemica con le ultime aperture nei confronti dell'Autorità nazionale palestinese.<br>
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