17 OTT 2001

Ds: Morando, la guerra al terrorismo una priorità anche per la sinistra

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Dall'area liberal dei Ds un invito al mondo della sinistra a difendere i principi di libertà come valori comuni dell'intera umanità Roma, 17 ottobre 2001 - Enrico Morando, candidato dell'area 'liberal' dei Ds alla segreteria del partito, ha presentato nel corso di una conferenza stampa un documento sulla lotta al terrorismo, in favore dell'intervento militare in Afghanistan la mozione Morando presenterà il documento al congresso dei Ds proponendo che venga votato alle assise nazionali, nonché in quelle di sezione e regionali.

Sulla scia di Blair Il documento definisce "esemplare la
condotta di Tony Blair" che dimostra quanto "l'iniziativa di una forza di sinistra possa essere efficace ed influente", perché - ha aggiunto Morando - "la lotta al terrorismo è oggi per la sinistra una priorità non da subire ma da affermare".

Quelli che "non si oppongono alla guerra" Il problema all'interno della sinistra italiana riguarda "quella parte maggioritaria" che "non si oppone all'intervento militare, sostenendo però che il ruolo della sinistra oggi è un altro".

Mentre l'approccio "di Tony Blair, che è da condividere", per Morando è la via che la sinistra deve imboccare con decisione, sostenendo la guerra al terrorismo.

La libertà, valore comune dell'intera umanità Tra i doveri principali della sinistra c'è la tutela dei diritti essenziali, "fra i quali spicca quello alla sicurezza".

Quindi la sinistra deve "impegnarsi direttamente per contrastare, isolare ed eliminare" i centri del terrore e anche per "contrastare l'antiamericanismo".

Questo perché "l'impegno per sanare le piaghe del mondo non è alternativo e preliminare alla lotta e all'uso della forza contro il terrorismo" e i paesi democratici devono difendere "i principi di libertà non come chi difende il bene di una parte, di 'una civiltà, bensì come chi afferma un valore comune dell'intera umanità" La crisi dell'Ulivo in politica estera Morando, nel corso della conferenza stampa, ha anche commentato una sua lettera aperta in cui invita i capigruppo della Quercia alla Camera e al Senato, previa riunione dei parlamentari, a farsi promotori di una iniziativa per accelerare la federazione dei gruppi dell'ulivo.

Atto necessario, secondo il candidato Liberal dopo le preoccupanti divisioni verificatesi in occasione del voto sull'Afghanistan.

Tali divisioni "possono far precipitare il progetto dell'Ulivo in una crisi irreversibile".E se sarà difficile uscire dalla crisi dell'Ulivo, la federazione dei gruppi va fatta subito, prima dei congressi di Ds e Margherita, perché' servono "sedi di elaborazione e di discussione" nella coalizione.

Servono anche "regole per arrivare a decisioni che valgano per tutti".

In vista del congresso I Liberal denunciano inoltre i ritardi nella costituzione delle commissioni congressuali provinciali che dovevano verificare le nuove iscrizioni al partito e renderle pubbliche.

Morando ha rimproverato i Ds su questo, e pur sostenendo che la sua mozione è stata danneggiata da tali irregolarità, ha chiarito che non intende aprire un caso o chiedere l'invalidazione del congresso.

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