20 NOV 2001

Censis: Presentazione del libro «L'Economia sommersa» di Giuseppe Roma (con De Rita e Baldassarri)

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In tutta l'area dell'Euro il sommerso cresce più dell'economia ufficiale.

In particolare nei Paesi che hanno più difficoltà a rimuovere le rigidità e i costi provenienti da un sistema di protezione sociale molto pesante, come Germania ed Italia, il ricorso al lavoro nero tende a crescere.Roma, 20 novembre 2001 - A fare luce su questa realtà il libro di Giuseppe Roma, "L'economia sommersa", presentato presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, da Giuseppe De Rita, Mario Baldassarri, Alfredo Reichlin, Tiziano Treu, Pasquale Viespoli.Il sommerso pari al 20% del PilLe stime del
Censis (Vai ai dati ufficiali del Censis), alla base del lavoro di Giuseppe Roma, valutano una cifra pari al 14,7% della quota del Pil (al 1999) derivante da attività che sfuggono al fisco o impiegano lavoro irregolare.

A tale quota va aggiunta un'ulteriore componente, non osservata dall'Istat, pari al 5,1% del Pil, e ciò porta le attività economiche sommerse a costituire in Italia una quota che rasenta il 20% (per l'esattezza 19,8%).Con le politiche per l'emersione si tenta il recupero delle attività irregolari.

Il significativo abbattimento per tre anni degli oneri contributivi offre al Sud quella riduzione del costo del lavoro più volte richiesto, mentre la dichiarazione da parte delle aziende della pregressa irregolarità rappresenta per i lavoratori l'inclusione entro norme di tutela, seppur stemperate da una incombente licenziabilità.Comunque il sommerso cresce più dell'economia ufficiale: fra il 1992 e il 1999 le unità di lavoro irregolari sono aumentate dell'11%, il tasso di irregolarità del lavoro dipendente è salito dal 21,4% al 23,7% con agricoltura e pesca, edilizia e trasporti in maggiore espansione, mentre i comparti dell'industria manifatturiera vedono andamenti costanti o in diminuzione.L'economia sommersa al sudVolendo riportare a livelli più generali la mappa regionale del rischio di sommerso emerge una predominanza meridionale ed in particolare di Calabria, Sicilia e Campania che, fatto 100 l'incidenza media del sommerso in Italia, superano abbondantemente del 50% il valore di riferimento nazionale; si tratta di tre regioni in tendenziale ulteriore espansione quanto ad economia sotterranea.Seguono Basilicata (indice 140), Puglia (indice139) e Molise (indice 138) tutte regioni tendenti alla stabilità.

All'estremo opposto si trovano regioni come il Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige, con una tendenza in forte crescita per quanto riguarda il sistema lombardo."È indispensabile accompagnare gli automatismi degli sgravi fiscali e contributivi, con un'azione di verifica e sostegno alle condizioni di sviluppo dell'impresa e dell'area", ha affermato Giuseppe Roma, esponendo i risultati dello studio, "altrimenti anche questo tentativo, come i precedenti si può prestare a distorsioni e forse deludenti risultati".

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