22 NOV 2001

Italianieuropei: Amato e D'Alema presentano la rivista della Fondazione

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 15 min

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Nasce la rivista "Italianieuropei" che si propone come luogo della riflessione e dell'argomentazione del riformismo di fronte alle sfide dell'economia globalizzataMilano, 22 novembre 2001 - Massimo D'Alema e Giuliano Amato hanno presentato il primo numero della rivista "Italianieuropei" che si propone di chiarire il ruolo della sinistra di fronte alle sfide del ventunesimo secolo.Italianieuropei vuole offrire alle diverse tradizioni politiche e culturali che in Italia condividono il patrimonio del riformismo uno spazio per l'argomentazione e la riflessione comune.Tale patrimonio ideale del riformismo nelle intenzioni degli editori, consentirà di alimentare esperienze di governo avanzate e capaci di allargare i confini di libertà e giustizia.La crescita della "libertà dei molti"Giuliano Amato osserva che "lo spazio della politica si estende tra l'esaltazione della libertà dei pochi e la crescita della libertà dei molti", ed è "qui che la destra e la sinistra si confrontano, nei luoghi della rappresentanza così come sul terreno delle idee".Italianieuropei intende "contribuire a questo confronto con la migliore produzione intellettuale del riformismo italiano ed europeo, perché da sempre la forza della sinistra è nella vitalità del suo pensiero".Ridefinire il riformismoIn Europa il riformismo è chiamato da almeno un decennio a ridefinire i fondamenti della propria cultura politica, per misurarsi con i nodi più stringenti dell'integrazione e con le opzioni reali dello sviluppo.

Per Giuliano Amato la sinistra deve combattere ''il tentativo di una destra che intende destrutturare la società, facendo passare l'idea che ognuno possa fare da solo".

La sinistra deve invece stimolare "la difesa dell'individuo in ragioni collettive".Nel contesto dell'economia globalizzata la destra promuove "una società chiusa e un mercato aperto", intende "scambiare le merci ma non vuole avere rotture di scatole sociali" e quindi vuole una società chiusa e bloccata ad ogni cambiamento"."Il riformismo non è la destra della sinistra ma e' l'unica scelta possibile".

Così si esprime Massimo D'Alema, che tra l'altro ricorda la necessità di "creare un grande partito socialista riformista che eserciti nel nostro paese lo stesso ruolo dei partiti socialisti nei paesi europei".La sinistra davanti alla sfida della modernità''La sinistra - continua D'Alema - deve accettare la sfida della modernità e non pensare solo a difendere le conquiste del secolo scorso".

Per essa "la scelta dell'Europa è fondamentale e non facoltativa".

Con l'Europa è possibile "partecipare a costruire il nuovo ordine mondiale" altrimenti non è possibile "lamentarsi che ci siano solo gi Usa".Regole e istituzioni per la globalizzazione Secondo D'alema "con l'11 settembre la politica è tornata sulla scena e ci si è resi conto che il mondo sulla via della globalizzazione ha bisogno di regole e istituzioni".

Il problema è "che bisogna rafforzare l'Europa perché Usa e Russia si incontrano in Cina e non più in Europa e questo non è certo un dato secondario"."Avere più coraggio liberaleD'Alema infine suggerisce "di avere più coraggio liberale, superare tutte quelle rendite di interesse che bloccano lo sviluppo di questo paese".

Bisogna inoltre "rivedere la situazione degli ordini professionali e delle corporazioni che sono un ostacolo allo sviluppo economico e sociale".

In queste cose - conclude - occorre trovare "le ragioni per l'agire di oggi e non pensare solo alle ragioni del passato".

leggi tutto

riduci