01 DIC 2001

Verdi: Assemblea nazionale - «Il valore della differenza. Dal no global al new global» (Seconda giornata)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 6 ore 40 min
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Pecoraro Scanio proclamato presidente, Capezzone e Rutelli duramente contestati dalla platea dei Verdi.

Chianciano Terme (SI), 1 dicembre 2001 – La seconda giornata dei lavori dell'Assemblea nazionale dei Verdi sul tema «Il valore della differenza.

Dal no global al new global» è stata segnata dalle contestazioni.Il segretario di Radicali Italiani, Daniele Capezzone nel corso del suo intervento, è stato interrotto più volte da grida e fischi.

Colpevole, il segretario radicale, solo di sottolineare la distanza tra i Verdi italiani ed i loro colleghi europei.“Non c’è vergogna maggiore
di chi grida vergogna agli Stati Uniti, a Blair, a Fischer...”, afferma Capezzone sottolineando come il verde tedesco Fischer, che oggi è ministro degli Esteri, abbia combattuto il “pacifismo” ufficiale, tenendo la Germania ben ancorata all’America.

AI Verdi italiani, Capezzone rimprovera invece la deriva verso gli Agnoletto, Casarini, Di Pietro e Bertinotti.Non gradiscono i Verdi italiani la critica di Josè Bovè, leader dei no-global francesi: “Bovè è solo un difensore accanito della carne e dei formaggi francesi.

E provate ad affermare il contrario...”.Non gradiscono i Verdi neanche quando Capezzone afferma: “Alzo qui la bandiera americana perché negli Usa è stato possibile che un uomo nero e povero potesse arrivare ai vertici come Colin Powell.

In Italia non sarebbe mai potuta accadere una cosa del genere”.Accolto da fischi e contestazioni, Francesco Rutelli rivolge l'invito ai Verdi di non cedere e non abbandonare la coalizione.

“Tutte le forze di centrosinistra - dichiara - devono impegnarsi nel cantiere dell'Ulivo”.

Quella attuale è “una fase di transizione, ma con l’impegno di tutti si riuscirà a far rinascere la coalizione”.Sulla guerra, alla fine, il leader della Margherita riesce a placare gli animi, ricordando le sue passate battaglie pacifiste, e spiegando che il ricorso all'uso della forza, nell’attuale scenario di crisi internazionale era davvero inevitabile.In mattinata Antonio Di Pietro, raccoglie applausi a lungo dagli oltre 700 delegati dei Verdi.

Apprezzata dalla platea congressuale la sua critica all'attuale dirigenza della coalizione di centrosinistra.

Il leader dell’Italia dei Valori accusa Massimo D'Alema e Franco Marini di essere stati i “mandanti originali” di quello che definisce ''l'omicidio'' di Romano Prodi.Una serie di veti incrociati da parte del gruppo dirigente dell’Ulivo ha portato, secondo Di Pietro anche all'esclusione dalla coalizione dell'Italia dei Valori e di Rifondazione Comunista.Alfonso Pecoraro Scanio, in serata proclamato presidente della federazione, rivolgendosi alla agitata assise di Chianciano vuole infine rassicurare gli alleati: “i Verdi – afferma - devono essere non gli affossatori dell'Ulivo, ma i promotori di un allargamento vero della coalizione”.

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