02 DIC 2001

Verdi: Assemblea nazionale - «Il valore della differenza. Dal no global al new global» (Terza giornata)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 50 min
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L'assemblea nazionale della federazione dei Verdi proclama ufficialmente Alfonso Pecoraro Scanio nuovo presidente del partito ed accoglie gli interventi di Agnoletto e Casarini.

Chianciano Terme (SI), 2 dicembre 2001- Nel corso dell’ultima giornata del Congresso Nazionale dei Verdi le contestazioni e i fischi hanno fatto da sfondo all’intervento di Luca Casarini.Il leader delle tute bianche approva “la vera svolta dei Verdi” che “hanno detto no alla guerra mettendosi dalla parte del torto rispetto a tutti”.È necessario stare “dalla parte del torto finché il potere ce l'hanno in
mano i criminali come i Berlusconi, i Blair, i D'Alema, i Rutelli”.

Questi “sono persone che condividono la torta e se la mangiano alla faccia dei milioni di morti per fame e aids e dell'inquinamento ambientale”.“Chi è contro la globalizzazione neoliberista - continua Casarini - non può esser d'accordo con la guerra”.

Ed essere contro è “la condizione indispensabile anche per cambiarla”.

Occorre “governare la globalizzazione e per farlo bisogna distruggere l'idea di globalizzazione che esiste ora, fondata sui crimini contro l’umanità, sulle stragi di terrorismo e i bombardamenti ufficiali, sulle devastazioni ambientali ed è fondata quindi sulla chiusura della democrazia”.Applausi e approvazione dalla platea di Chianciano per l’altro leader del movimento no global Vittorio Agnoletto.Il no alla guerra del movimento 'no global' è l’argomento che permette ad Agnoletto di raccogliere i più ampi consensi .

Il leader dei no golbal spiega che il movimento, oltre che “aperto”, “tollerante” e “multiculturale”, ha “una fortissima valenza etica”.

Nel senso che intende “restituire etica all'agire politico”.A Francesco Rutelli, che nel suo intervento aveva detto di rappresentare 'l'Italia che si assume le sue responsabilità, Agnoletto dice di smetterla con il “voler dare lezioni”.

Il fatto di essere diventati adulti non significa che si può “allora accettare i bombardamenti”.

Secondo il leader no global con i Verdi sarà possibile trovarsi “insieme nel cammino che c'è ancora da fare contro la globalizzazione” e “nella battaglia a favore dell'uso terapeutico delle droghe”.Il neo presidente Alfonso Pecoraro Scanio nel suo primo intervento ufficiale dopo l’insediamento chiede al leader dell'opposizione, Francesco Rutelli, che “venga riconosciuto il ruolo necessario” del Sole che ride nell'Ulivo.

Rutelli deve riconoscere che “i Verdi sono parte centrale dell'Ulivo”.“È vero - aggiunge - che ieri Francesco ha fatto questo riconoscimento intervenendo qui, ma deve dirlo anche quando va ai congressi dei Ds e della Margherita”.

Il fatto “che lo dica al nostro congresso sarebbe sembrato strano il contrario”.Pecoraro Scanio parla del futuro e annuncia un congresso dei verdi europei eletto “non solo dai vertici nazionali, ma anche da quelli locali”.

Propone quindi un partito “nuovo, europeo e rispettato da tutti”.

Occorre diventare davvero un “soggetto differente che metta al primo posto la pace e l'ecologia”.

Un partito “che abbia una grande rappresentanza locale, molte donne” nell'esecutivo e che sia in grado di fare davvero “i patti di rappresentanza con le varie categorie lavorative e sociali”.Questo perché i Verdi “non sono ideologici e soprattutto non sono comunisti”.

Nessuno “può accusare i Verdi di essere stati negli anni scorsi favorevoli alla guerra in Afghanistan e ora contrari a questa che è in corso”.Per quanto riguarda l'Ulivo, Pecoraro Scanio assicura che il Sole che ride non lascerà la coalizione facendo parte del gruppo di partiti fondatori.

C’è bisogno però di un “Ulivo diverso - sottolinea - più allargato”.

Perché “un Ulivo fatto solo da Margherita e Ds non basta a vincere le elezioni”.Spazio quindi all'attentato di Gerusalemme: “Ci sono state giovani vittime e noi siamo vicini a loro.

ma adesso – prosegue il neo presidente – è da temere la tradizionale rappresaglia israeliana, che andrà ad ammazzare giovani palestinesi”.

Tutto questo “dimostra che la logica dell'occhio per occhio, dente per dente, non solo è sbagliata ma è pazzesca”.

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