27 DIC 2001

Radicali: Premio «Donna Roma 2001», premio internazionale J. Kennedy a Emma Bonino

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Emma Bonino riceve il premio internazionale J.

Kennedy dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e ribadisce la necessità di separare la sfera religiosa da quella politicaRoma, 28 dicembre 2001 - Si è svolta nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, la cerimonia di consegna del "Premio Donna Roma 2001 per la pace", giunto alla sua XIV edizione.

Sono intervenuti tra gli altri, Emma Bonino, Mauro Cutrufo (CCD-CDU-BF), Gaetana Limentani della Comunità ebraica italiana, Enrico Ferri, docente presso l'Università di Roma Tre.Le motivazioni del premio ad Emma Bonino "Nella sua
attività politica tanto in Italia, che come parlamentare europea Emma Bonino ha promosso molteplici iniziative a favore di minoranze e popolazione colpite dalla discriminazione, dalle malattie da calamità e da conflitti.

È stata una delle prime a denunciare lo stato in cui erano costrette a vivere le donne in Afghanistan, sotto i talebani, attraverso la campagna «Un fiore per le donne di Kabul».

Come membro della commissione Europea si è fatta apprezzare per il suo fattivo impegno in molte zone di crisi e grazie a questa attività ha conosciuto apprezzamenti oltre i confini italiani e della stessa Europa”.

Questo il messaggio del presidente Ciampi per spiegare le motivazioni che hanno portato alla assegnazione del premio internazionale J.Kennedy ad Emma Bonino.

"Donna Roma 2001" sono state dichiarate: la giornalista Antonella Delprino; la direttrice esecutiva di 'Medici senza frontiere', Nicoletta Dentico e la conduttrice televisiva, Lorena Bianchetti.

Numerosi i temi in discussione, tra cui il rapporto tra donne e religioniLa laicità della sfera politicaEmma Bonino nel corso del suo intervento ha ricordato che il "dialogo tra religioni e la salvaguardia dei principi religiosi passa attraverso la laicità della sfera politica".Intolleranza e guerre di religioneI tragici eventi degli ultimi tempi insegnano che "ciò che alcuni considerano peccato può tradursi in intolleranza e guerra di religione".

Secondo Emma Bonino questo è il terreno comune da cui religiosi e laici devono condurre il dialogo.Questo tipo di dialogo è certamente interessante, partendo tra l'altro dall'assunto che spesso "le religioni, così come sono praticate, non sono state grandi amiche delle donne", nel corso della storia anche recente.

Separazione della sfera religiosa da quella politicaA questo proposito Emma Bonino ha aggiunto che "il rispetto della religiosità individuale è un diritto fondamentale e inalienabile della persona e della sfera individuale", ma "irrita qualsiasi utilizzo delle religioni a fini politici e di potere".

Da ciò deriva la necessità di una netta "separazione della sfera religiosa da quella politica, a tutela di chi è religioso e anche di chi non lo è".Dialogo tra religioniSe quindi da una parte il "dialogo con la religione e tra le religioni" deve continuare, dall'altra le due sfere, "quella religiosa e quella politica, devono essere separate".

In particolare "lo stato si deve occupare dei reati non dei peccati".

Lo stato "deve fare altro ma a volte - e lo si è visto spesso - si occupa dei peccati".

La stessa laicità dello stato moderno comporta per "chi crede di non imporre il proprio credo" sugli altri.Ad esempio si "può assolutamente pensare che l'aborto sia un peccato", però, ha ricordato la leader radicale, "diverso è praticare l'aborto, e lo stesso vale per il divorzio".

Tutto ciò nel "rispetto della vita privata di ciascuno".

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