20 GEN 2002

Ds: Assemblea della mozione «Tornare a vincere» (II giornata)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 5 ore 5 min
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Si chiude la due giorni del «correntone» e si moltiplicano le critiche alla politica messa in campo dalla segreteria Fassino.

Da più parti si rilancia il rapporto con i no global.Roma, 20 gennaio 2002 - Seconda ed ultima giornata dell'Assemblea Generale della mozione «Tornare a vincere», guidata da Giovanni Berlinguer, interna ai Democratici di Sinistra.L'assise ha stabilito che a seguito dell'assemblea sarà istituita una “associazione di tendenza” che raccoglierà i sostenitori della mozione e ne promuoverà le iniziative politiche all'interno dei Democratici di Sinistra.

L’area
politica manterrà il nome della mozione «Per tornare a vincere» Gli interventi della seconda giornata hanno marcato ancora di più la forte distanza dalla politica espressa dalla segreteria del dopo Pesaro, contestando in più occasioni la posizione espressa ieri dal segretario Fassino.“Faremo da soli”Non sono piaciute in particolare le frasi di Fassino su Berlusconi che incrementa i suoi consensi.

Marco Fumagalliprecisa che il “correntone” rimane unitario “dentro i Ds ma non accondiscendente sulle cose che non condivise”.

La mozione si muoverà su alcune proposte “ma se il partito non ci sta le faremo da soli senza chiedere il permesso a nessuno”.

Fumagalli, dopo questa dichiarazione, riceve uno degli applausi più lunghi della platea che, comunque, ha sempre applaudito quei passaggi in cui si rimarcavano le distanze dalle posizioni della maggioranza del partito.Guardare ai no global“Le distanze con la maggioranza – aggiunge - non si sono attenuate ma anzi sono cresciute”, Famagalli in questo senso invita l’assise del correntone a guardare “fuori” a quel “mondo che si muove e che il partito non capisce e non interpreta”, e cioè quello dei movimenti no global.

Con il “Social Forum occorre invece costruire e cementare i rapporti”.No alla guerraPietro Folena insiste sugli errori fatti con il popolo di Genova.

Secondo l’ex coordinatore del partito, la sinistra italiana deve “schierarsi nettamente contro una cultura della guerra senza legittimazione.

Deve indignarsi per “il modo inumano in cui vengono trattati i prigionieri appartenenti ad Al Qaida e tenuti prigionieri a Guantanamo”.In caso di “passaggi parlamentari” su questi argomenti Folena insiste: “la mozione dovrà avere un comportamento unitario”, indipendentemente dalle scelte della maggioranza del partito.

“Si mina l’unità del partito”Quella che “nasce oggi – chiarisce – è un’area che si dà come soggetto politico forte”, e si misurerà subito su diverse iniziative politiche, la prima delle quali sarà la promozione del referendum sulla giustizia.

Tale area politica si “trasforma in associazione”, ma se dall’interno della maggioranza e dalla segreteria “ci sarà un modo escludente, allora si mina l’unità del partito”.Problemi di idee e non di linguaggioÈ Giovanni Berlinguer a concludere la due giorni del Centro Congressi Frentani.

Anche il leader del correntone critica alcuni passaggi del discorso tenuto ieri da Fassino, il quale identificava che tra le ragioni della sconfitta del 13 maggio c’è la mancata percezione dei messaggi della sinistra da parte degli italiani.Secondo Berlinguer però tali messaggi sono mancati del tutto e non si è trattato di un problema di comunicazione.

A D’Alema, che in alcune dichiarazioni rilasciate ieri a margine dell’assemblea aveva espresso timori circa l’unitarietà del partito dopo il congresso di Pesaro, Berlinguer ricorda che la mozione “è diversa ma unita e presente nel partito”.Quanto al ruolo delle fondazioni rilanciato da Fassino, esso comporta una lacerazione nella funzione stessa del partito, perché vuol dire: ai “Ds l'attivismo e alle fondazioni i programmi e le idee”.

Ma le fondazioni, osserva Berlinguer, non hanno una legittimazione democratica perché' sono strutture private.

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