08 FEB 2002

Cisl: Convegno su «Società Europea e Dialogo Sociale» (con Maroni e Pezzotta)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 2 ore 1 min

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Maroni rilancia il dialogo tra le parti sociali sull’art.18 e spinge per l’adozione della direttiva Ue che prevede il coinvolgimento dei lavoratori nelle impreseRoma, 8 febbraio 2002 - Giornata conclusiva del convegno sul tema «Società Europea e Dialogo Sociale», organizzato dalla Cisl.

Sono intervenuti tra gli altri, Roberto Maroni, ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Savino Pezzotta, segretario generale Cisl, Stefano Parisi, direttore generale Confindustria.

In discussione lo Statuto di società europea, la nuova struttura societaria di diritto europeo che consente alle
società operanti a livello comunitario di adottare una veste giuridica unica, in larga parte indipendente dal diritto nazionale, che prevede tra le altre cose il coinvolgimento dei lavoratori alla vita dell’impresa.Art.18: ripartire dal dialogoRispondendo ad una domanda dal pubblico, Il ministro Maroni, conferma che la proposta di trovare un avviso comune relativamente alla revisione dell’art.18, “ovviamente rimane ancora in piedi”.“Se su questo punto persiste la disponibilità delle parti sociali a trovare un avviso comune – aggiunge Maroni – il governo si dice pronto a recepirlo”.

Perché la ricerca del dialogo rimane “il metodo principale” del governo Berlusconi.Lo Statuto di Società europeaRelativamente alla direttiva Ue discussa nel corso del convegno, Il ministro del Lavoro annuncia che convocherà entro la fine del mese le parti sociali per discutere il contenuto della proposta, in particolare per quello che riguarda il coinvolgimento dei lavoratori nelle imprese.L’esecutivo è “assolutamente convinto che la strada del coinvolgimento dei lavoratori nella vita delle imprese è una strada utile per lo sviluppo economico”.

Maroni inoltre ricorda che “per cinque anni questa direttiva è rimasta nei cassetti dei precedenti governi, l’attuale governo l'ha invece finalmente adottata”.Partecipazione diretta nei CdaOccorrerà in futuro “scegliere le forme di partecipazione” all’impresa.

L’opinione personale del Ministro è che “il modello che funziona meglio è quello della partecipazione nei consigli di amministrazione”, mentre l’istituzione “dei consigli di sorveglianza crea un modello duale”, foriero di “poca partecipazione e di conflitto potenziale”.

Quello che è importante è “il coinvolgimento nella vita dell’impresa”, fermo restando che “chi rischia abbia comunque il governo dell’impresa”.

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