21 FEB 2002

Ds: «Un referendum per una giustizia uguale per tutti»

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Il «correntone» si organizza per promuovere un referendum sulla legge sulle rogatorie.

Intanto aderisce allo sciopero della Cgil del 23 marzoRoma, 21 febbraio 2002 - Nuovo appuntamento dall'Associazione «Tornare a vincere», interna ai Democratici di Sinistra, questa volta sul tema: "Un referendum per una giustizia uguale per tutti".

In discussione la promozione di un referendum sulla legge delle rogatorie internazionali.

Sono intervenuti tra gli altri Giovanni Berlinguer, Antonio Di Pietro.Un referendum di valore simbolico“Occorre combattere contro quel coacervo orrendo di leggi e proposte
messo in campo dalla Cdl”.

A dirlo è Giovanni Berlinguer, leader dell’Associazione, che ritiene fondamentale dare inizio alla lotta politica partendo da un referendum sulle rogatorie, che assumerebbe “un alto valore simbolico”.Subito la raccolta firmeBerlinguer invita iscritti e militanti a partire “subito con la raccolta delle firme”, in modo tale da rendere “questa iniziativa l'occasione per tornare ad ascoltare la gente nelle strade.

Anche gli elettori di Berlusconi”.

La sinistra deve “ricominciare ad ascoltare e a capire soprattutto le loro ragioni”.Sì allo sciopero«Per tornare a vincere», tra l’altro, aderisce alla manifestazione nazionale del 23 marzo a Roma, indetta dalla Cgil contro la politica economica del governo e in difesa dell'art.18 dello Statuto dei lavoratori.Berlinguer, oltre a stimolare queste iniziative, propone di studiare nuovi mezzi e occasioni per coinvolgere di nuovo i cittadini nel dibattito politico in corso.

Essi debbono poter “dare una mano”, e il partito deve “ricominciare tutto da qui”.Anche perché, spiega, “non si può lasciare l'iniziativa sempre e solo ai lavoratori specializzati o ai ceti medi intellettuali”.Una nuova opposizionePer Massimo Villone il referendum anti-rogatorie potrebbe rappresentare “l'inizio di una nuova opposizione”.

Potendolo indire solo tra un anno “c’è tutto il tempo per affiancarlo ad altre iniziative e per far crescere il consenso per un'opposizione più vasta”“Il vizio della memoria”Antonio Di Pietro motiva il suo sostegno e quello dell'Italia dei valori alla campagna referendaria perché è “importante che sui temi della giustizia vi sia un'azione unitaria di quanti hanno il 'vizio della memoria'”.L’ex Pm intende diffondere tale messaggio anche nell'altro schieramento, “soprattutto nei confronti della Lega e dei suoi elettori, perché l'idea che il quadro nella Cdl sia idilliaco è una grande truffa e bisogna spiegare agli elettori del Carroccio che non hanno votato per favorire solo qualcuno che vuole fare i propri interessi”.

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