25 FEB 2002
intervista

Rai: Intervista ad Antonio Baldassarre

INTERVISTA | - 00:00 Durata: 8 min 30 sec

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Baldassarre dai microfoni di Radio Radicale promette una Rai pluralista e attenta a tutte le manifestazioni della società civile.

Mai più una dirigenza troppo vicina al mondo politicoRoma, 25 febbraio 2002 - "Sono un paladino fervente del pluralismo.

Penso che tutte le opinioni rilevanti che emergono dalla società, debbono avere uno sbocco sul servizio pubblico".

Così il presidente designato della Rai Antonio Baldassare risponde alle domande di Claudio Landi, relative alla richiesta dei Radicali Italiani per un'audizione alla Commisione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai per poter
documentare la totale assenza dei mezzi di informazione sulle iniziative intraprese in questi mesi, con la raccolta di firme su 25 proposte di legge di iniziative popolare.Nella nuova gestione delle televisione pubblica occorre "servire il sistema democratico, rendendolo più fedele e vicino al rispetto del pluralismo, che è la sostanza del principio democratico".

Quanto ai Radicali, Baldasserre ribadisce che riserverà loro "dare lo spazio che si meritano, insieme a tutte la altre prospettazioni della società civile".Il rapporto con i partitiFino ad oggi, secondo l'emerito presidente della Corte Costituzionale "la Rai ha peccato nel dare spazio soltanto alcune delle manifestazioni della società civile.

E quelle più vicine ai partiti.

Io credo che c'è una ricchezza della società civile, che va ben oltre i singoli partiti."La Rai deve osservare la regola della massima imparzialità".

Baldasserre assicura che "se un giorno il presidente del consiglio venisse a chiederci di usare un trattamento di favore a suo vantaggio, come presidente della Rai e del servizio pubblico gli sarà detto di no.

Berlusconi ha lo stesso diritto che ha il suo eventuale oppositore".In questo senso "la Rai deve essere imparziale tra le varie forze politiche, solo in questo si giustifica il servizio pubblico.

Se no non si giustifica né il servizio pubblico né il canone".I poteri neutriA Marco Pannella, che aveva giudicato iiliberare e partitocratica la richiesta di un presidente di garanzia, Baldassarre risponde che "la democrazia non funziona senza alcuni poteri neutri", i quali "sono essenziali per il rispetto della legalità".

Si pensi ad esempio "ai magistrati, che come potere neutro, sono legati ad un impegno di imparzialità".

In questa ottica "il giornalista non è molto diverso dal magistrato"."Se non esistessero questi poteri neutri, che sono vincolati istituzionalmente all'imparzialità, e che devono perseguire con ogni forza l'imparzialità - conclude Baldassarre - se non ci fosse questo, la democrazia non potrebbe funzionare".

Tali "poteri neutri sono essenziali al funzionamento della democrazia".

Valorizzare le professionalità esistentiNella Rai del prossimo futuro "non c'è da cambiare molto perché la professionalità presente è molto alta".

Essa "è stata negli ultimi tempi disorientata, anche demotivata, da un uso eccessivo del cosiddetto out sourcing".

Inoltre si è avuta anche "una dirigenza troppo vicina al mondo politico, cosa che non succederà mai più - precisa - almeno finché ci sarò io".

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