05 APR 2002

PRC: V Congresso Nazionale (II giornata, II sessione)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 3 ore 9 min

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Al congresso di Rimini è la volta degli interventi degli ospiti: Agnoletto e Salvi raccolgono l’appello per un fronte comune contro il liberismo ponendo le loro condizioni.Rimini, 5 aprile 2002 - La Seconda sessione della seconda giornata del V Congresso Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista è riservata agli interventi degli ospiti.

Prendono la parola tra gli altri, Vittorio Agnoletto, del Social Forum, Cesare Salvi, di Socialismo2000, Tom Benettollo, presidente Arci.Nessuna egemonia sul movimentoIl movimento “vuole restare un movimento e non ha intenzione di trasformarsi
né in un partito né in un'organizzazione”, ma è interessato “a che in Italia nasca una sinistra alternativa che esprima un punto di vista autonomo rispetto al pensiero neo liberista”.

Questo l’esordio di Vittorio Agnoletto che risponde così all’apertura di Bertinotti sul tema del dialogo con le altre possibili componenti per una nuova sinistra alternativa.Con il Prc il rapporto è consolidato: “non è un confronto che nasce oggi – afferma Agnoletto – e Rifondazione è stata parte integrante del Genoa Social Forum, con un percorso innovativo per un partito, rinunciando cioè a qualsiasi pretesa di egemonia su un movimento che è e rimane fortemente pluralista.

E non è una scelta tattica”.Gli obiettivi del popolo di GenovaAgnoletto ribadisce la necessità “che la magistratura rimanga indipendente dall'esecutivo, che i processi a Berlusconi e a Previti si facciano come tutti gli altri”.

Impossibile inoltre “accettare che migliaia di tossicodipendenti rimangano in carcere per una legge proibizionista” e invita a dire “no alla legge Bossi-Fini”.“Importantissima” la scelta della Cgil di scendere in piazza il 23 marzo e quella di avere indetto lo sciopero generale per il 16 aprile: Vittorio Agnoletto chiarisce che il Social Forum sta “dentro la mobilitazione ma con i propri contenuti: Il nostro obiettivo è estendere lo Statuto dei lavoratori a tutte le aziende”.Relativamente alla situazione in Medio Oriente “il movimento italiano non si scoraggia e rilancia la 'diplomazia dal basso”.

E per “il 28 giugno è prevista una grande catena umana lungo i confini del 1967”.Una discontinuità per il futuro dei DsCesare Salvi davanti ai delegati del Prc invoca una “discontinuità per l'Ulivo e per partito dei Ds”: in particolare “serve una discontinuità rispetto ai cinque anni di esperienza di governo e prima ancora al modo con il quale il Pds prima e i Ds poi hanno affrontato la transizione italiana, l'intero arco degli anni '90”.La sinistra deve compiere “un salto di qualità, uno scatto a partire dai movimenti, non per mitizzarli ma per comprendere quanto hanno espresso di forze vere che si muovono nella società italiana, dal movimento globale al cosiddetto ceto medio riflessivo, ma anche nel mondo del lavoro: dall'intelligenza politica delle sue punte avanzate, con la grande manifestazione della Fiom, con quella dei Cobas scuola, la fermezza, la saggezza, la solidità della Cgil, fino alla grande giornata del 23 marzo”.Uniti contro BerlusconiSalvi individua nelle proposte sulle politiche sociali e nella battaglia unitaria contro Berlusconi il terreno per la costruzione a sinistra di posizioni condivise e comuni, “premessa indispensabile per quella sinistra plurale evocata da Bertinotti e per la quale molti di noi non da oggi si impegnano”.Citando poi le parole di Bertinotti Salvi conclude che “qualcosa di nuovo sta nascendo a sinistra.

Un altro mondo è possibile.

Un'altra sinistra è possibile.

Costruiamola insieme”.

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