14 MAG 2002

Ds: Un anno di governo della destra, i fatti, le cifre, le promesse mancate

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I Ds bocciano su tutta la linea il governo Berlusconi e rivendicano i risultati raccolti in cinque anni di governoRoma, 14 maggio 2002 - I Democratici di Sinistra si riuniscono in un convegno sul tema: "Un anno di governo della destra, i fatti, le cifre, le promesse mancate".

Intervengono tra gli altri, Massimo Brutti, Giovanna Melandri, Piero Fassino.Netto il giudizio degli esponenti del maggior partito dell'opposizione.

Bocciato senza esitazione l'operato del Governo nel suo primo compleanno.

Piero Fassino che conclude i lavori non ha dubbi.

Il governo si è dimostrato nei suoi risultati "Molto
deludente.

Gli annunci e le promesse di un anno fa, un anno dopo non hanno ancora visto effetti: le tasse non sono diminuite, pochissimi pensionati hanno ricevuto il famoso milione, di infrastrutture non se ne è vista neppure una".Fassino: Parlano i fattiNon si tratta di "vedere soltanto ombre".

Fassino afferma di stare "semplicemente ai fatti: per la prima volta dopo cinque anni il deficit del bilancio dello Stato torna a risalire e rischia di compromettere cinque anni di risanamento finanziario fatto dai governi di centrosinistra, c'è il rischio di una ripresa di inflazione...

Insomma mi pare ci sia una politica economica e sociale che non solo non ha migliorato le condizioni dell'economia del Paese, ma che mette in discussione diritti, certezze, sicurezza dei cittadini".In particolare, sulle infrastrutture, Berlusconi che alla trasmissione 'Porta a porta', "pennarello e lavagnetta alla mano, ha illustrato tutte le infrastrutture che dovevano essere costruite, fino ad oggi non ha aperto un solo cantiere nuovo.

Ha solo inaugurato opere che erano state avviate negli anni del centrosinistra: questi sono fatti e non sono pregiudizi.

Quindi, siamo di fronte ad un governo che continua a fare molti annunci e molte promesse, ma la sostanza è assai poca".Ritorno al passatoNonostante la Legge Obiettivo per la realizzazione delle grandi opere strategiche e le modifiche alla legislazione sugli appalti, per Fassino vi è stato "un vero e proprio ritorno al passato".

In questo senso la legge obiettivo di Lunardi è considerata "sbagliata e inefficace" che colpirebbe "regole essenziali per la trasparenza e la correttezza degli appalti e crea un doppio mercato per le opere pubbliche a vantaggio solo di poche grandi imprese".Il piano delle opere pubbliche tra l'altro sarebbe senza copertura finanziaria.

Per il triennio 2002-2004 il Governo, annuncia investimenti per 24 mld di euro: ma le risorse effettivamente disponibili e certe, cioè quelle per il 2002, sono solo 2,7 mld, mentre il resto sono semplici previsioni programmatiche.Danni anche al sudPer il Mezzogiorno inoltre "l'impegno che l'esecutivo aveva preso in campagna elettorale era quello di portarlo ad una crescita superiore di mezzo punto percentuale superiore a quella della media nazionale", ma "oggi le previsioni dei principali istituti di ricerca ci dicono che quell'impegno non sarà mantenuto".Le colpe dell'esecutivo si riassumono "nell'annullamento del credito d'imposta per il Sud a beneficio della Tremonti-bis che avvantaggia invece il centro-Nord; scegliendo la strada della diversificazione dei diritti tra Nord e Sud come nell'intervento sull'art.

18, e coprendo il Mezzogiorno di annunci e promesse ma negando le risorse per finanziare i patti e i contratti già approvati ed, infine, affossando l'occupazione".

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