21 MAG 2002

Giovanni Falcone: Cerimonia nel 10° anniversario della scomparsa (con Pera e Castelli)

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Pera e Castelli ricordano Falcone e rilanciano la sua idea di coordinamento delle forze dello Stato contro la mafiaRoma 21 maggio 2002 – Cerimonia in ricordo di Giovanni Falcone nel 10° anniversario della sua scomparsa, che si è svolta stamani presso il Ministero della Giustizia, alla presenza delle massime autorità dello Stato.Sono intervenuti Roberto Castelli, ministro della giustizia e Marcello Pera, presidente del Senato della Repubblica.

Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha scoperto una targa commemorativa.La lezione di Falcone“Gli uomini passano, le idee
restano.

Restano le loro tensioni morali, che continueranno a camminare sulle gambe degli uomini”.

Sulla targa scoperta nel corso della cerimonia ufficiale al ministero della giustizia, nel decennale dell'uccisione del magistrato, della moglie e degli uomini della sua scorta, è stata incisa questa frase di Giovanni Falcone.Il ministro Castelli, che ha preso la parola per primo, ha sottolineato che “le intuizioni di Falcone, e le sue iniziative, al momento del loro varo scatenarono forti contrasti secondo la tesi per cui si minava l indipendenza e l'autonomia della magistratura”.Una lotta unitariaIl coordinamento delle forze tuttavia è necessario nella “lotta alla mafia, che deve essere sempre più unitaria realizzando quella coordinazione investigativa e giudiziaria sulla stessa strada che fu intuita, tracciata e precorsa da Giovanni Falcone”.Nel mondo attuale però “la criminalità organizzata è cambiata e si è aggiornata agendo, in epoca di globalizzazione, sempre più in una prospettiva transnazionale.

A Cosa Nostra si è aggiunta la criminalità organizzata proveniente da altri Paesi”.

Tutto questo – prosegue Castelli - “riafferma la necessità di una lotta sempre più unitaria contro questo fenomeno da parte delle istituzioni democratiche nazionali e internazionali, realizzando quel fondamentale coordinamento e quella cooperazione investigativa e giudiziaria che siamo impegnati quotidianamente a costruire in sede europea e mondiale, sulla stessa strada che fu intuita, tracciata e percorsa da Giovanni Falcone”.La lotta alla criminalità oggiCastelli ha poi fornito alcune cifre della lotta alla criminalità organizzata: dal 15 giugno 2001 ad oggi sono stati arrestati 182 latitanti appartenenti ad organizzazioni mafiose: 149 in Italia e 33 all'estero, di cui 4 erano nell'elenco dei 30 maggiori ricercati.Sono state 147 le denunce all’autorità giudiziaria per il 416 bis, a carico complessivamente di 2.547 persone.

Sono diminuiti gli omicidi riconducibili alla criminalità organizzata (da 154 a 135) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

“Questi fatti, più di mille parole, - conclude Castelli - onorano la memoria di Giovanni Falcone”.Magistratura e politicaIl presidente del Senato, Marcello Pera, affronta il nodo del rapporto tra magistratura e classe politica, e ricorda che proprio Falcone “superò il muro di diffidenza” che sembra sorgere ogni volta che “una riforma viene proposta dall'uno”, e invece viene regolarmente “percepita come una minaccia grave dall'altro”.Pera quindi cita Falcone per affermare che “non possono esistere argomenti-tabù” se si vuole “l'efficienza del servizio giustizia”.Fu proprio Falcone a sostenere che “non può essere tabù lo status del pubblico ministero che deve essere autonomo e indipendente, ma anche efficiente”; così come "non può essere tabù la responsabilità del pm” né il principio dell’obbligatorietà dell'azione penale “non per abolirla, ma per regolamentarla sempre all'insegna dei valori dell'efficienza e della responsabilità”.

E - conclude Pera - “non può essere tabù il tema del rapporto tra pubblico ministero e polizia giudiziaria”.

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