06 GIU 2002

Lavoro: Intervista a Sergio Cofferati alla Festa dell'Unità

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 58 min

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Cofferati vede nella dilatazione dei tempi della trattativa sull'art.18 un disegno del governo volto ad evitare un possibile referendum Modena, 6 giugno 2002 - "Allungare i tempi della trattativa sull'art.18 da parte del governo è stata una scelta strumentale, mirata e maliziosa".

Questa l'opinione di Sergio Cofferati, intervistato alla Festa dell'Unità di Modena dal giornalista Bruno Golini, sulla decisione del governo di porre il termine delle trattative sull'art.18 con le rappresentanze del lavoro al 31 luglio.

La strategia del governo "Con una trattativa aperta fino al 31 luglio - afferma
Cofferati - sarà praticamente impossibile presentare entro il 30 settembre le firme utili per un eventuale referendum da fare entro il 2003", mentre il governo "presenta come concessione al negoziato l'allungamento dei termini".

Stando così le cose, il referendum slitterebbe "Nel 2004, anno in cui ci sono le elezioni europee.

Ma c'è una legge che dice che in caso di consultazioni elettorali il governo può decidere se abbinare o meno con le elezioni il referendum".

Il silenzio del partito Radicale Cofferati quindi rimprovera "agli amici di Radio Radicale, che hanno una grande passione referendaria, il silenzio del partito Radicale su questa possibile manipolazione dei tempi referendari, e una qualche parola su questo non sarebbe fuori luogo".

Non ha fiducia del governo il leader della Cgil nemmeno sulla proposta di trasformazione degli enti bilaterali, costituiti da sindacati congiuntamente a competenti dell'imprenditoria .

Essi, secondo l'esecutivo, dovranno svolgere una funzione di controllo e di supporto alle imprese che intendono emergere dal sommerso.

Il ruolo degli enti bilaterali "Se introdurranno compiti nuovi negli enti bilaterali lo faranno con il nostro dissenso.

La Cgil non parteciperà e se lo faranno dando tanti soldi la Cgil non accheterà i soldi dello Stato per svolgere funzioni che sono dello Stato.

Gli altri facciano quello che vogliono".

Relativamente alla spaccatura nella rappresentanza sindacale, è chiaro il commento di Cofferati alle affermazioni di Savino Pezzotta, leader della Cisl: "È una cosa di cui non è chiaro il punto di partenza - aggiunge - e quindi nessun commento".

"Non entrerò in politica" Il segretario della Cgil poi garantisce di mantenere la parola di non entrare in politica, anche per non prestare il fianco a chi usa questo argomento per attaccare il sindacato.

"Se dovessi passare a fare politica - chiarisce - sarebbe un argomento di sistematica polemica contro il sindacato.

Non offrirò a nessuno questa possibilità".

"È sbagliato accreditare l'idea che ogni volta che dico a qualcuno, compreso Rutelli, che non sono d'accordo - aggiunge ancora - lo faccio perché ho intenzioni politiche.

È una cosa infondata, sbagliata, che la destra usa strumentalmente".

Sulle questioni politiche "ci possono essere opinioni diverse, ma non si deve fare il processo alle intenzioni".

Cofferati invita quindi in conclusione la sinistra a "fare riferimento al merito anche nelle discussioni perché è una cosa che fa bene alla salute della dialettica fra il sindacato e la politica, ma anche all'interno della politica".

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