30 MAG 2002

Europa: Conferenza di Helmut Kohl a Roma sul futuro dell'Unione

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L’ex cancelliere tedesco giudica lo stato dell’Unione a sei mesi dall’introduzione della moneta unica e in previsione dell'allargamento ad est Roma, 30 maggio 2002 – "Dobbiamo essere capaci di aprirci l'un l'altro, solo così l'Unione Europea potrà evolversi e continuare nei suoi splendidi risultati".

Così l'ex cancelliere tedesco invitato dal presidente della Camera Pierferdinando Casini, durante la conferenza tenuta quest’oggi nella sala della Lupa, nella quale, uno dei più convinti europeisti ha espresso le proprie visioni sul futuro dell'Unione Europea.

L'Euro, il sogno che si
avvera "Un sogno", "un traguardo insperato", uno strumento di identità che fa convivere "da Palermo a Helsinki" le persone più differenti.

Questo il giudizio di Kohl sull'avvento della moneta unica europea, di cui l'ex cancelliere tedesco è stato un convinto assertore ed un protagonista.

   Sul futuro dalla moneta unica, Kohl si è detto convinto che anche quei paesi che al momento non l’hanno adottata, come Inghilterra e Svizzera, fra non molto saranno costretti a prenderla in cosiderazione.  L'Euro da solo, però non basta: "Un’Europa che si concentri solo sul denaro e sull’occupazione, benché temi importanti, non è la mia Europa", lo statista tedesco.

Non servono gli stati uniti d'Europa Quanto alla propria visione del futuro dell'Unione Helmut Kohl si è esplicitamente dissociato dalla proposta di uno dei padri fondatori dell'Unione, il suo connazionale Konrad Adenauer: "Non serve ricercare gli Stati Uniti d’Europa" - ha affermato Kohl, per il quale la via da seguire è quella di una molteplicità, di lingue, culture e tradizioni, all’interno di un unico soggetto politico.

I precedenza, ringraziando l’Italia per il suo ruolo definito "fondamentale per la formazione dell’Unione Europea, l'ex cancelliere tedesco aveva sottolineato la prossima sfida che attende l'Europa, quella di riuscire a far convivere tutte le sue diversità.

Questo - ha sottolineato - sarà possibile proprio a partire dalla tradizione cristiana e da quella del Rinascimento, di cui l’Italia è il rappresentate massimo.

Le responsabilità internazionali L'ex leader dei democristiani tedeschi sponente della Cdu tedesca si è quindi soffermato sul ruolo politico internazionale dell’Unione e sul rapporto con gli Stati Uniti, soprattutto all’indomani dell’11 settembre e dell’accordo di Pratica di Mare.

E' giusto condividere con l’unica superpotenza economica e militare decisioni di carattere globale, ma per Kohl "l’Europa, proprio per evitare altri orrori come quelli accaduti in Kosovo, dovrà assumersi anche da sola le sue responsabilità sia di intervento che di mediazione".

Doveroso l'allargamento ad Est "L’ampliamento è un tema morale" – ha detto Kohl, esprimemendo dunque tutto il proprio appoggio al processo di allargamento che porterà nell'Unione i paesi dell'est-europeo.

"I paesi dell’Europa centro orientale - ha sottolienato - fanno parte integrante della nostra cultura.

Se si passeggia per le strade di Varsavia, Praga, Budapest si passeggia in Europa" L'ampliamento utile soprattutto per preservare una pace interna al vecchio continente, "che - ha proseguito Kohl  - alle nuove generazioni potrà pure apparire scontata ma che è invece costata lunghi sforzi".

"Guardando ai risultati ottenuti" – ha concluso - "i visionari del passato sono stati i veri realisti, e non coloro che oggi, ogni giorno, guardano i sondaggi demoscopici o con un dito sentono dove soffia il vento".

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