18 LUG 2002

Ds: Massimo D'Alema incontra la Sinistra Giovanile

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Una via per vincere con un nuovo progetto di governo.

Ben venga Cofferati con un impegno in prima persona nel partito.

Queste le prospettive per D’Alema nel futuro della sinistraCarpi (Modena), 18 luglio 2002 – “Come nel pallone, se giochi sempre in difesa alla fine un gol lo prendi, e poi perdi”.

Massimo D’Alema, ospite in un incontro organizzato dalla Sinistra Giovanile, con queste parole spiega la sua posizione relativamente alla difesa dell’art.18.Progetti e non difesa“È evidente – precisa il presidente dei Democratici di Sinistra - che occorre difendere l’art.18, tuttavia
non possiamo fermarci qui, e non possiamo non vedere che c’è metà del mondo del lavoro che non ha alcuna forma di protezione”.La sinistra deve fare in modo che non si radichi “quella divisione e separazione”, che vede da una parte “operai che hanno conquistato importanti difese”, e dall’altra “chi non ha nulla”.

Tale divisione “sarebbe la negazione completa dei valori di eguaglianza nei quali crediamo”.Lo spirito del 1996“Cerco una via per vincere”, afferma D’Alema.

E per questo obiettivo “non basta l’intransigenza, con la quale abbiamo vinto raramente”.

Per vincere “serve un progetto politico”, per cui occorre “tornare allo spirito nel 1996, parlando anche a chi ha votato per Berlusconi, tendere loro la mano, e fargli capire che hanno sbagliato”Solidarietà alla CgilIn ogni caso “la Cgil ha fatto bene a non firmare il Patto per l'Italia, ed ha la mia piena solidarietà.

Ma il compito dei Ds è un altro, ed è quello di ricostruire uno schieramento unitario”.Il partito “non è fatto solo di iscritti alla Cgil, ma anche di iscritti alla Cisl, alla Uil, artigiani, lavoratori, imprenditori.

Quindi il compito dei Ds non è quello di seguire la Cgil, non perché essa non abbia ragione”, ma perché “si vince con una politica di alleanza.

Se gli operai non si alleano con gli artigiani, si perde”.Porte aperte per CofferatiLa coalizione tra l’altro “ha bisogno di grandi leader popolari come Cofferati”.

Che quindi “non dovrebbe andare alla Pirelli”.

D’Alema perciò si dice concorde “con Fassino nel chiedergli di impegnarsi con noi”.

Del resto Cofferati “ha dimostrato rilevanti capacità di governo, ed è roba che non si butta via.

È difficile farle certe cose”.MO: seguire l’esempio dei BalcaniQuanto alla situazione in Medio Oriente, Massimo D'Alema chiede alla comunità internazionale, sull'esempio dei Balcani, di imporre la pace a israeliani e palestinesi.Da soli “israeliani e palestinesi non sono in grado di trovare il cammino della pace.

Tra di loro si è spezzato quel rapporto di fiduciache c'è stato in un solo momento, con Rabin.

Il suo assassinio spezzò quell'incanto”.L'Europa “non può fare da sola, ma deve coordinarsi.

Mentre l'America e l'Europa insieme hanno i mezzi economici e politici per imporre la ripresa delle trattative di pace”.

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