02 SET 2002

Festa dell'Unità: «Le forme della politica», con Paul Ginsborg e Oliviero DIliberto

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 54 min

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Girotondi e professori ritrovano l'unità con la sinistra nella lotta contro il governo Berlusconi Modena, 2 settembre 2002 - Proseguono i dibattiti organizzati presso la Festa dell'unità che in questi giorni ospitano alcuni tra i leader più in evidenza sulla scena nel corso della ultima stagione politica.

L'incontro sul tema "Le forme della politica" vede tra i suoi ospiti il professore dell'Università di Firenze Paul Ginzborg oltre a Oliviero Diliberto e Maurizio Migliavacca.

Lotta contro forze formidabili "Rischiamo di essere troppo d'accordo.

Molto meglio cercare anche le cose che ci
dividono e non solo quelle che ci uniscono", esordisce Ginzborg, rispondendo alle domande di Gianni Giovannetti.

Quello che unisce i movimenti dei professori, i girotondisti e la sinistra istituzionale è "la lotta contro il governo Berlusconi, con la chiarissima esigenza dell'unità e non della divisione specialmente in occasione delle prossime elezioni".

"L'esito di questa battaglia è tutt'altro che scontata - aggiunge - e le forze che sono contro di noi sono formidabili".

Per contro "i movimenti sono molto deboli, vanno e vengono, dureranno un anno, forse due, mentre questa è lotta durerà almeno 5 anni".

Occorre dunque "assumere una prospettiva di lunga durata".

Modernità e individualismo D'altra parte il problema principale che la sinistra deve affrontare, secondo Gisnborg, è che "il Centrodestra interpreta molto bene un certo tipo di modernità e individualismo cresciuto nella società", che può essere rappresentato "dalla volontà degli individui di volere essere 'liberi da'".

Il berlusconismo "rappresenta il consumo ricco e straricco di una Italia che è tra i paesi più ricchi del mondo".

Si tratta di quella "modernità che tocchiamo con mano ogni volta che apriamo la tv", che si innesta in una "democrazia che non è del tutto sana anzi è debole e va irrobustita e arricchita".

Politica e pragmaticità "I politici sono furbi - prosegue il professore - e quelli di sinistra mi dicono: quanto siete bravi, mi dicono molte cose ma io aspetto ancora i fatti, la concretezza, il programma, che è pragmaticità sulle cose".

"Aspetto una rivoluzione dentro i loro partiti per quanto riguarda la rappresentazione delle donne - chiarisce - e chiedo garanzie precise dal punto di vista delle spese elettorali", passando a una "legge come quella in vigore in Svezia che limiti in modo rigoroso le spese elettorali, in modo che chi è povero possa ambire a essere deputato".

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