05 SET 2002

Festa dell'Udeur: «Idee a confronto» con D'Alema, Follini, Antonione e Mastella

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 27 min

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L'opposizione non si identifica nei girotondi mentre la maggioranza inchioda il parlamento con leggine pensate solo per risolvere i problemi giudiziari di alcuni dei suoi esponenti Telese (Benevento), 5 settembre 2002 - "Difendere una prospettiva di governo non significa contrapporsi a una protesta legittima", ma sarebbe comunque "sbagliato identificare l'opposizione nei girotondi".

Massimo D'Alema ospite alla Festa dell'Udeur approfitta per chiarire i termini del rapporto tra opposizione parlamentare e società civile.

Sbocco politico per la protesta Secondo il presidente dei Democratici di
Sinistra l'alternativa di governo compirebbe un grave errore a "prendersela coi girotondi".

Il fatto stesso che "decine o centinaia di migliaia di italiani scendano in piazza per protestare contro il governo Berlusconi è non solo legittimo ma ben comprensibile di fronte alle cose che ogni giorno il governo fa".

"Non si polemizza con la gente che scende in piazza, - afferma D'Alema - si lavora per dare loro uno sbocco politico".

In ogni caso non è possibile "lasciare invariata una situazione in cui da una parte c'è il governo e dall'altra i girotondi".

Recuperare l'Ulivo Situazione che si è venuta a determinare a causa "dell'incapacità della sinistra che rafforza la visibilità di un movimento che come tutti i movimenti ha dentro tante cose".

Ad esempio "tra i leader di questo movimento ci sono dei militanti politici che si conoscono da almeno 30 anni, sono esponenti di una sinistra radicale, di cui c'è bisogno, nella logica del maggioritario".

Il problema principale è che è stato "lasciato per troppo tempo 'in sonno' l'Ulivo".

Comunque verso questo movimento "c'è grande rispetto, e per l'opposizione non può essere considerato che un fatto positivo".

Legge Cirami: dov'è l'urgenza? Relativamente alla discussione sulla legge Cirami, D'Alema si rallegra "per la decisione del presidente della Camera".

Mentre "i presidenti delle Commissioni Affari costituzionali e giustizia hanno interpretato quella decisione in modo alquanto discutibile, e continuano a voler accelerale i tempi".

Ma "dov'è l'urgenza - si chiede D'Alema - se si tratta di un principio, o è invece una leggina funzionale ad interessi particolari?" Il governo appare quindi guidato nella sua azione legislativa da "interessi particolaristici e non dalle esigenze generali degli italiani", ed appare inoltre con sempre maggiore evidenza "una diversità di posizioni all'interno della stesa maggioranza" in cui "c'è un 'area più moderata che vive con sofferenza la radicalizzazione dello scontro".

"Anche An sembra "avvertire il peso di parlamento prigioniero di una cordata di leggine ad personam, e con esso il peso della vergogna".

Sulla Cirami occorrerà perciò "discutere per cambiarla profondamente" Leggi che non meritano rispetto È necessario tra l'altro essere "cauti nel tirare in ballo il capo dello stato", e "non ci si può coprire dietro il suo prestigio istituzionale morale per leggi che non meritano rispetto", quando "c'è una responsabilità politica ed etica della maggioranza di governo" nei confronti del paese.

La maggioranza "da un anno inchioda il parlamento e il paese nella discussione di leggine sulla giustizia penale le quali non fanno parte di un disegno organico della riforma della giustizia.

Sono bensì pensate per risolvere i problemi giudiziari di alcuni esponenti della maggioranza stessa".

Questa "dolorosa verità" - prosegue - si è concretizzata nelle leggi sulle "rogatorie, per cercare di invalidare le prove nel processo di Milano, sul falso in bilancio per sistemare il processo All Iberian, adesso quella per spostare i processi.

Come si parla della grande riforma in una realtà quotidiana così triste?".

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