14 SET 2002

Festa dell'Unità: Gianni Riotta intervista Massimo D'Alema

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 32 min
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Nessuna polemica esplicita con i girotondisti, anche se "qualcuno rilegge gli appunti del '68".

E per il Medio Oriente D'Alema propone un patto di associazione di Israele e Palestina all'Ue Reggio Emilia, 14 settembre 2002 - "A volte qualcuno legge gli appunti del '68 che aveva lasciato nel cassetto".

Così Massimo D'Alema risponde a Gianni Riotta, che lo intervista in occasione della Festa de l'Unità locale, commentando la manifestazione dei girotondisti che si è svolta a Roma in piazza San Giovanni.

Una alternativa di governo Assai datata per il Presidente dei Democratici di Sinistra appare
infatti la polemica circa il rapporto tra movimenti e partiti.

Nella temperie politica attuale "essenziali non sono né i partiti né i movimenti, mentre è fondamentale ricostruire una coalizione che si presenti come alternativa di governo del paese".

La manifestazione di Roma comunque rappresenta un "fatto positivo e popolare, non la definirei dei girotondi - precisa D'Alema - ma di tutti, di tutte le bandiere, tutte la anime del centrosinistra e anche dei pentiti ed arrabbiati che hanno votato Berlusconi" Moretti senza sbavature Quanto all'intervento di Nanni Moretti, si è trattato di un "discorso efficace dal punto di vista comunicativo, forte ed equilibrato, e senza sbavature di tipo estremistico verso le forze del centrosinistra." In ogni caso "ci sono migliaia di persone che non sono andate a Roma.

Ho scelto di non andare - precisa D'Alema - non in polemica", anche perché la sinistra è in grado "di far vivere tante altre manifestazioni in Italia, ed è questo, un tratto di orgoglio.

Non siamo una ristretta burocrazia ma siamo forza di popolo".

Non solo contro Berlusconi Relativamente al profilo politico della manifestazione D'Alema ci tiene a porre alcuni argomenti di discussione.

In primo luogo, anche se "Berlusconi rappresenta una disgrazia per il nostro paese, l'orizzonte ideale della sinistra non può consistere solo nell'essere contro Berlusconi".

Tra l'altro l'ex presidente del Consiglio ribadisce di voler "continuare a fare politica anche quando lui sarà a casa".

Inoltre occorre anche discutere "sulla vulgata circa le responsabilità di D'Alema", e "mai si discute sulle responsabilità degli altri".

"Pochi uomini hanno subito il linciaggio che ho subito io", precisa.

E se da una parte "la destra è più pratica e sa dove colpire", dall'altra, a sinistra, "un cretino che dice 'tu sei amico di Berlusconi' non ci porterà da nessuna parte".

Un patto di associazione di Israele e Palestina all'Ue Ricordando l'intervento armato in Kosovo, che per l'allora presidente del Consiglio costò non poco sotto il profilo del consenso, D'Alema ribadisce di "non essere un pacifista a oltranza".

E per risolvere la crisi in Medio Oriente, da cui scaturiscono i dispotismi locali, "compreso quello di Saddam Hussein", il presidente dei Ds presenta una nuova proposta, (non citando la fonte): "Sono - afferma - per un patto di associazione di Israele e della Palestina all'Ue".

Solo dentro questa associazione in seno all'Unione "si può costruire una cooperazione tra questi popoli".

Così facendo, conclude D'Alema "Il giorno dopo Saddam sarebbe finito".

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