22 SET 2002

Festa dell'Unità: L'intervento conclusivo di Piero Fassino

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Per riportare il centrosinistra alla guida del paese Fassino chiede un nuovo Ulivo che sappia rispondere alla fallimentare politica del governoModena, 22 settembre 2002 - “Un altro modo di governare l’Italia è possibile”.

Piero Fassino interviene alla manifestazione di chiusura della Festa Nazionale de l'Unità e fa il punto sulla condizione della sinistra italiana indicando gli obiettivi futuri.Movimenti e partitiL’apertura ai movimenti è uno dei fatti nuovi della sinistra del dopo 13 maggio 2001 e Fassino cerca di parlare la lingua dei movimenti ricordando che “una somma di
giuste proteste non dà però luogo ad un’alternativa, e per questo serve una guida politica forte”.“Immaginare un mondo nuovo possibile” deve portare ad uno “scarto in avanti nel rapporto tra movimenti e partiti”, proprio per “costruire una credibile alternativa di governo”.Il segretario dei Democratici di Sinistra ribadisce che il riformismo espresso dal suo partito “non è la destra della sinistra”, e con esso “la radicalità dei comportamenti non è affatto in contrasto”.Il riformismo “non è meno di una protesta, ma vuol dire tenere insieme idealità con la concretezza” e questo al fine di “conquistare ogni giorno una società più giusta”.Un nuovo Ulivo subitoPer tornare a vincere serve in ogni caso “un nuovo Ulivo”, che “non sia semplicemente la somma dei partiti” e che abbia una “netta visibilità politica”.

In questo senso Fassino chiede “entro poche settimane” la costituzione di “un gruppo dirigente nazionale che si affianchi a Rutelli e ai segretari dei partiti”.

Un gruppo dirigente composto da “personalità significative di profilo istituzionale, sociale e culturale, in cui la gente si riconosca”.I fallimenti di TremontiQuanto agli appelli del governo, Fassino risponde ricordando l’operato del ministro Tremonti fino ad oggi.

“Non basta essere solo un buon consulente fiscale – afferma il leader dei Ds, parlando di Tremonti - per essere all'altezza dei compiti che una responsabilità di governo richiede”.Semmai “il governo faccia un atto di umiltà e sincerità, lasciando perdere la legge Cirami”, e ascolti la sinistra accettando “le proposte sul conflitto di interesse”, e ponga “fine al monopolio dell'informazione”, rinunci quindi “a portare in parlamento le modifiche all'art.18”, che altro non sono che un “simbolo della divisione”.Se la “politica fallimentare” del ministro per l'Economia, “è di ostacolo” a un cambiamento significativo della linea del governo Berlusconi, si mandi pure Tremonti “a casa”, tuttavia la maggioranza sappia che unica sede del confronto rimane il Parlamento, dove i Ds “presenteranno proposte coerenti” con l'obiettivo di superare la crisi economica.

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