Referendum Friuli: Vince il «No», scarsa l'affluenza alle urne
30 settembre 2002 - Il Servizio Elettorale della Direzione Regionale per le Autonomie Locali del Friuli-Venezia Giulia ha diffuso stamani i dati definitivi relativi al referendum confermativo sulla legge elettorale regionale.
178.766 voti (pari al 73,06%) sono andati al 'no', contro i 65.931 (26,94%) raccolti dal 'si'. Questi i dati relativi a 1.385 sezioni su 1.385 scrutinate. Le schede bianche sono state 2.714; le nulle 3.506; i voti nulli 81; quelli contestati 2.
Quanto all'affluenza, si sono recati alle urne 250.961 sul 1.088.290 degli aventi diritto, registrando una percentuale del 23,06% sul totale.
Il segretario di Radicali Italiani Daniele Capezzone nei giorni scorsi aveva annunciato che dopo il referendum i radicali chiedevano alle forze politiche di fare "due passi in più": il primo riguarda la proposta di legge per l'elezione dei consiglieri con il maggioritario, "perché non accada quello che accadde a livello nazionale nel '93".
"Se non si avrà quel passo - ha avvertito Capezzone - il presidente della regione sarà di nuovo sotto ricatto dei partiti. Secondo passo è arrivare alle prossime elezioni regionali con qualcosa di diverso dalla rissa friulana polo-ulivo".
"Facciamo di questa regione - ha detto il segretario dei Radicali italiani - un modello di assetto istituzionale diverso, con il governatore eletto direttamente, un sistema maggioritario uninominale con 2 partiti, chi vince governa ,chi perde si oppone, chi vince deve avere gli strumenti per governare davvero".
"Spero - ha auspicato Capezzone - che sarà con noi chi è a questo tavolo, vorremmo che da qui si accendessero i fari sulla riforma americana che nel paese si sta seppellendo".
Nella mattinata di oggi dopo la vittoria del 'no' l'ex sindaco di Trieste, Riccardo Illy, ha rilanciato la sua candidatura alla guida della Regione. "Possiamo entrare nel merito della proposta - ha affermato Illy, intervistato da alcuni giornalisti".
"Dobbiamo tracciare le linee di programma - ha proseguito - incontrando sindaci, presidenti di province, associazioni d'impresa, sindacati no-profit. E poi formare la coalizione. L'Ulivo è il nucleo forte, ma non basta. Bisogna allargarsi a sinistra e al centro. Alle liste civiche e agli scontenti che vedo nell'attuale maggioranza".


Video integrale
Ora in onda



